Schiuma bianca sulle acque del Calore, moria di pesci e un odore acre che da giorni stringe d’assedio diversi quartieri della città, specialmente nelle ore serali. La crisi ambientale che nelle ultime settimane sta agitando Benevento si arricchisce di un tassello importante, che sposta il piano della vicenda dalla semplice gestione amministrativa a quello giudiziario.
Con una nota protocollata l’11 agosto, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania (Arpac) ha risposto ufficialmente alla richiesta di accertamenti avanzata dal Settore Ambiente del Comune di Benevento lo scorso 5 agosto.
La comunicazione dell’Agenzia – indirizzata tra gli altri al sindaco Clemente Mastella, al vicesindaco Francesco De Pierro, all’assessore all’Ambiente Oberdan Picucci e al Consorzio Asi – chiarisce i motivi per cui non è ancora possibile rendere noti i dati analitici sui campionamenti effettuati: «Lo scrivente Dipartimento sta fornendo supporto tecnico analitico ai Carabinieri Forestale – Nucleo di Benevento, su delega della Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Benevento. Pertanto, tutti gli accertamenti tecnici effettuati dall’Arpac sono coperti da segreto istruttorio fino alla conclusione delle indagini».

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