Dagli interrogatori resi da parte dell’ex dirigente comunale Gennaro Santamaria è venuto fuori “un quadro dichiarativo di importante rilievo investigativo, articolato in dichiarazioni sia autoaccusatorie che eteroaccusatorie, che ha imposto opera di verifica. Gli accertamenti si estendono a molteplici e delicati settori della PA, investendo diverse pratiche in essere presso l’ufficio urbanistico del Comune di Benevento, 2 procedure di conferimento di incarichi di verificatore e una di progettazione di opere pubbliche, 3 procedure di affidamento in appalto per la progettazione esecutiva e l’esecuzione di lavori, 4 concorsi pubblici per l’assunzione di personale e 5 procedure di co-progettazione relative al secondo settore per i servizi alla persona”. Questo l’ampio filone investigativo relativo a istruttorie e procedure svolte presso due settori amministrativi di Palazzo Mosti. Il tutto per il secondo tempo del ‘Caso Santamaria’ impulsato dall’ufficio giudiziario inquirente di Benevento e che ieri ha visto perquisizioni nei confronti di 17 soggetti, su 19 indagati e richiesta di incidente probatorio.
Pesantissima l’ipotesi accusatoria relativa al procedimento gara appalto per i lavori presso l’ex scuola “San Modesto”, per realizzarvi alloggi per emergenze abitative.
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