“In merito alla situazione che sta interessando il nostro comparto agricolo a seguito del rogo verificatosi all’impianto Eco Energy di Airola e in riscontro alle recenti sollecitazioni pervenute dalla Federazione Provinciale Coldiretti di Benevento, ritengo doveroso fare il punto della situazione ed evidenziare con assoluta chiarezza il ruolo, le responsabilità e i limiti d’azione del Comune di Montesarchio”. Operazione chiarezza quella che viene dal sindaco della cittadina capofila della Valle Caudina, Carmelo Sandomenico.
“Come Amministrazione comunale – precisa il medesimo – condividiamo e facciamo nostra la fortissima preoccupazione dei coltivatori, delle aziende agricole e di tutta la cittadinanza circa la salubrità dei suoli, delle produzioni stagionali e la programmazione delle prossime semine autunnali. Tuttavia, occorre evitare qualsiasi equivoco sui ruoli istituzionali: il Comune non è un ente tecnico-scientifico, non dispone di laboratori d’analisi né ha le competenze per effettuare verifiche fisiche, campionamenti sui terreni o analisi strumentali per certificare la salubrità di frutta, ortaggi o terreni. Il Sindaco non può, ed esorbita dai propri poteri se lo fa, dichiarare autonomamente sani o idonei al consumo i prodotti agricoli in assenza di formali perizie e relazioni sanitarie. Il compito del Comune è un altro: è quello di fare da tramite, di chiedere con fermezza, di sollecitare e di incalzare quotidianamente gli enti effettivamente competenti affinché facciano chiarezza nel minor tempo possibile. Gli unici organi preposti a tali analisi e alle relative certificazioni sono l’Asl di Benevento attraverso il Dipartimento di Prevenzione, l’Arpac, l’Istituto Zooprofilattico e la Regione Campania, con il coordinamento della Prefettura.
Le ordinanze comunali adottate nell’imminenza dell’incendio hanno avuto un carattere puramente precauzionale e temporaneo per tutelare la salute pubblica nella fase dell’emergenza. Ma il principio di precauzione non può e non deve trasformarsi nel protrarsi indefinito di limitazioni generalizzate su tutto il territorio comunale, specialmente quando il fattore tempo è decisivo per la sopravvivenza economica dei nostri agricoltori.
Per queste ragioni, nell’accogliere la richiesta di Coldiretti e invitando la stessa associazione a sostenere questa battaglia al nostro fianco presso le sedi preposte, abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere con forza all’Asl e agli organi regionali di intervenire con la massima urgenza. Chiediamo la precisa e formale perimetrazione dell’area buffer effettivamente colpita dalle ricadute dei fumi, per capire se riguarda l’intero territorio o solo determinate zone; chiediamo l’individuazione delle specifiche aziende agricole su cui concentrare i controlli; pretendiamo campionamenti mirati e indicazioni univoche e tempestive per consentire la raccolta, la conservazione e la commercializzazione delle produzioni giunte a maturazione.
Abbiamo il dovere di tutelare la salute dei cittadini e, allo stesso tempo, la dignità e il lavoro dei nostri agricoltori. Ma per farlo servono dati scientifici certi, perimetrazioni rigorose e controlli mirati. Chiediamo, ancora una volta, agli enti competenti di dirci subito dove le cautele debbano ancora rimanere e dove invece possano essere finalmente superate, mettendo fine a uno stato di incertezza non più sostenibile. Il Comune continua a fare la sua parte – la chiusura – sollecitando gli organi preposti e garantendo la massima collaborazione operativa sul territorio”.

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