Centrale appalti, inchiesta al bivio

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Nessuna margine per la proroga per le indagini, pertanto ora toccherà al sostituto procuratore Francesco Sansobrino decidere entro dieci giorni se chiedere l’archiviazione o formulare i capi di accusa. Lo stop a ulteriori indagini è stata assunta dal gip presso il Tribunale di Benevento Maria Ilaria Romano, ieri mattina in Camera di Consiglio, in merito all’inchiesta che coinvolge la stazione appaltante di Sant’Angelo a Cupolo: non si tratta del caso legato all’esecuzione dei lavori dell’ex bonifica di Calvi in località Fruscio, ma di un altro filone dell’inchiesta che converge sulla Centrale di committenza di Sant’Angelo a Cupolo, attuale riferimento anche per le procedure di appalto di San Nazzaro, San Martino Sannita, Apice e Buonalbergo. La tesi dell’accusa, che tra gli altri elementi di indagine si basa su un’analisi delle offerte in diverse gare d’appalto e intercettazioni telefoniche, punta ad accertare che attraverso la stazione di Sant’Angelo diverse procedure siano state pilotate per garantire benefici illeciti.

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