Canada, Ucraina e Ai, Ursula von der Leyen traccia la rotta Ue: “Ultranazionalisti non ci divideranno”

69

Strasburgo, 16 set. (Adnkronos) – In un mondo più freddo, fragile e ostile, l’Unione europea “ha scelto di tracciare la propria strada” e sta emergendo “più forte e indipendente”, rimanendo l’unica scelta in grado di “garantire vera sovranità agli europei”. Dall’avvio del suo discorso annuale sullo Stato dell’Ue, una radiografia del progresso del blocco e le sfide su cui concentrarsi andando avanti, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha irradiato un senso di sicurezza. In quasi un’ora e mezza ha passato in rassegna le questioni più importanti davanti alla plenaria del Parlamento europeo, cercando di dare sostanza alla sua premessa: in “tempi eccezionali” di straordinaria precarietà, l’Ue è sulla rotta giusta.
L’elemento più dirompente del discorso è stata certamente l’apertura al Canada, Paese alle prese con tante delle stesse turbolenze geopolitiche che interessano quelli Ue e in fase di avvicinamento al Vecchio Continente: tanto che von der Leyen vorrebbe che diventasse il primo “membro associato” del blocco. Un’offerta senza precedenti e ancora da definire con le capitali nei suoi dettagli, rivolta direttamente al premier canadese Mark Carney, seduto tra le prime file nell’emiciclo. Al leader che lo scorso gennaio parlava di “rottura” dell’ordine mondiale e auspicava un’alleanza di medie potenze per resistere al bullismo dei giganti, la titolare della Commissione ha offerto un’alleanza ambiziosa e di ampio respiro che spazia dalla tecnologia alla difesa, dall’energia ai minerali critici, passando per l’intelligenza artificiale e l’Artico.
A diversi mesi di distanza il dossier della Groenlandia, esemplificativo degli scossoni provenienti da oltreoceano che hanno interessato l’Ue nell’ultimo anno, si è fatto strada nella psiche della leadership dell’Ue: con il deterioramento della sicurezza internazionale e l’erraticità degli Usa di Donald Trump arriva anche la volontà di prendersi più responsabilità per la propria sicurezza. In questo contesto è emersa la seconda proposta d’effetto della presidente della Commissione, ossia la creazione di un Consiglio di sicurezza europeo, organo esecutivo che si ipotizza da anni ma che ha assunto nuova urgenza. In parallelo, ha detto von der Leyen, è tempo che l’Ue si doti di un protocollo di emergenza sulla falsariga dell’Articolo 4 della Nato, per cui gli Stati alleati devono consultarsi ogni volta che, a giudizio di uno di essi, siano minacciate sicurezza, integrità territoriale o indipendenza politica.
Nel suo discorso la presidente dell’esecutivo europeo si è mostrata altrettanto combattiva sul dossier cinese, sottolineando che lo squilibrio commerciale con l’Ue oggi è pari a un miliardo di euro al giorno: “il secondo China Shock è già qui”, ha avvertito, e si vede “nelle nostre comunità e nelle fabbriche in tutta la nostra Unione: porta alla deindustrializzazione dei cuori industriali dell’Europa. Questo è insostenibile”. Serve dunque a poco intervenire su prezzi dell’energia, riforme e investimenti se il terreno di gioco non è bilanciato, motivo per cui l’Ue intende usare “tutti gli strumenti a nostra disposizione” per riequilibrare il rapporto commerciale con la Cina. “Le parole sono importanti. Ma i fatti lo sono di più”, ha aggiunto, lasciando intendere che le interlocuzioni in corso con Pechino non stanno sortendo gli effetti desiderati.
Sul versante mediorientale von der Leyen ha tuonato sia contro la decisione del governo israeliano di portare avanti l'”inaccettabile” progetto illegale di insediamento E1, che spezzerebbe la continuità territoriale della Cisgiordania, sia contro i Paesi dell’Ue, che nello scorso anno “non sono riusciti a raggiungere” un accordo di maggioranza per agire, seguendo le proposte delineate da lei stessa. Nel mirino della presidente della Commissione anche la frammentazione delle capitali Ue, tra quelle che si sono mosse per sanzionare Israele e quelle che si sono dimostrate eccezionalmente restìe sul tema. “Quando l’Europa è divisa, non può cambiare il corso degli eventi”, ha detto, aggiungendo che è compito dell’Ue “tenere viva la fiamma” della soluzione a due Stati.
Volgendo lo sguardo più vicino all’Ue, von der Leyen ha promesso il “massimo sostegno” all’Ucraina in vista di un inverno particolarmente duro e l’impegno delle istituzioni Ue nell’aumentare la pressione sulla Russia, migliorando l’applicazione delle sanzioni esistenti e chiudendone le falle. E a poca distanza dall’elezione in Sassonia-Anhalt che ha riacceso le preoccupazioni europee sull’emergere dell’estrema destra, la titolare della Commissione ha messo in guardia contro chi strumentalizza le preoccupazioni reali e legittime degli europei “per creare divisioni tra noi. A volte dall’esterno, e troppo spesso dall’interno”. Passando poi all’attacco: “Che si tratti degli ultranazionalisti o degli antieuropeisti, che si tratti dell’interferenza russa o della disinformazione, i nomi possono essere diversi, ma il loro obiettivo è lo stesso: disprezzano i nostri valori e vogliono spezzare la nostra unità europea”.
Non sono mancati gli interventi collegati agli eventi che hanno scosso l’estate degli europei: migranti, incendi e intelligenza artificiale. Von der Leyen ha parlato esplicitamente di Ceuta, alle prese con le conseguenze della massiccia violazione della frontiera di fine luglio, ribadendo che l’exclave spagnola “è Europa” e che l’Ue sarà “al fianco” dei suoi abitanti. Gli strumenti europei “devono evolversi, in particolare per le situazioni di emergenza”, ha proseguito, sottolineando la necessità di mezzi “per proteggere i propri confini in ogni momento, soprattutto negli scenari in cui i movimenti di massa vengono orchestrati e strumentalizzati”. Arriverà dunque la proposta per un nuovo quadro europeo di risposta alle emergenze, da attivare in presenza di criteri “rigorosamente definiti” entro cui “consentirà una flessibilità limitata”.
Quella appena trascorsa è stata anche “l’estate della verità” per il cambiamento climatico, ha osservato von der Leyen, ricordando gli incendi che hanno colpito diversi Paesi europei causando 660.000 ettari di territorio bruciati, circa 12 milioni di tonnellate di raccolti perduti e oltre 35.000 morti in più durante le ondate di calore. “Questi sono stati i mesi estivi più caldi di sempre, ma probabilmente i più freschi degli anni a venire”, ha avvertito, indicando il clima come uno dei due punti-chiave da cui dipenderanno la prosperità e la sicurezza future dell’Europa. “L’Europa può, deve e manterrà la rotta sui propri obiettivi climatici”, ha asserito, anticipando un nuovo quadro per la resilienza climatica volta anche a rendere l’Europa leader nel mercato emergente delle tecnologie di adattamento, un’iniziativa contro lo spreco idrico e un’Alleanza per l’assicurazione contro i rischi climatici, dato che solo un quarto degli edifici Ue colpiti da disastri è assicurato.

articolo precedenteDe Meo (Fi): ‘Manca vera politica difesa comune. Estendere clausola mutua difesa agli attacchi ibridi’
prossimo articoloCanada, Ucraina e Ai, Ursula von der Leyen traccia la rotta Ue: “Ultranazionalisti non ci divideranno”