Droni esplosivi a Lipsia, Ischinger: “Se è un atto di guerra, chiamiamolo atto di guerra”

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(Adnkronos) – “Non mi piace davvero l’espressione guerra ibrida”. Wolfgang Ischinger, presidente della Munich Security Conference ed ex ambasciatore tedesco a Washington e Londra, commenta durante un incontro con la stampa a Roma, rispondendo a una domanda dell’Adnkronos, il caso dei droni esplosivi all’aeroporto di Lipsia-Halle, all’indomani della decisione del governo tedesco di attribuirne formalmente la responsabilità alla Russia.
“Quando parliamo di guerra ibrida temo che l’opinione pubblica, a parte chi segue da vicino questi temi, non abbia idea di cosa stiamo parlando. Sa che cos’è un veicolo ibrido, metà elettrico e metà a benzina. Ma che cos’è una guerra ibrida? Non è facile spiegarlo”.
Meglio, secondo il presidente della Msc, usare parole più precise. “Dobbiamo chiamare le cose con il loro nome. Se è un atto di guerra, dovremmo chiamarlo un atto di guerra. Se è terrorismo di Stato, dovremmo chiamarlo terrorismo di Stato. Se è sabotaggio nel senso tradizionale, chiamiamolo sabotaggio”.
Il caso di Lipsia risale al 4 agosto, quando un drone equipaggiato con circa 600 grammi di esplosivo venne trovato nell’area di sicurezza dell’aeroporto, nelle vicinanze di un Antonov cargo ucraino. L’ordigno non esplose per il mancato funzionamento del sistema di innesco. Nei giorni successivi l’indagine si è allargata ad altri apparecchi: il 14 agosto un drone è stato rinvenuto in un campo a Kabelsketal, a ridosso dello scalo, insieme a tracce di quello che gli investigatori ritengono essere Rdx, un esplosivo di impiego militare.
Ischinger lo aveva commentato nelle scorse settimane. Se fosse stata dimostrata la responsabilità di Mosca, aveva spiegato a Welt Tv, la Germania avrebbe dovuto concludere che “la Russia sta compiendo atti di guerra contro di noi”. Con quel piccolo drone, aveva avvertito, “avrebbe potuto verificarsi una terribile tragedia”. L’ex diplomatico, che guida la Munich Security Conference e che oggi era a Roma per guidare la tavola rotonda dedicata alla difesa europea, aveva chiesto regole più nette su chi abbia in Germania il potere di individuare, sorvegliare e neutralizzare droni ostili.
La svolta è arrivata ieri. Il governo tedesco ha attribuito l’operazione ad attori statali russi sulla base delle indagini di polizia e delle informazioni di intelligence. Configurazione dei droni, esplosivi e tecniche di innesco presenterebbero caratteristiche già riscontrate in altre operazioni attribuite a Mosca e nel conflitto in Ucraina.

Berlino ha quindi convocato l’ambasciatore russo e annunciato una serie di misure diplomatiche e di sicurezza. Tra queste, la chiusura del consolato generale russo di Bonn dal 18 settembre e la rescissione dell’accordo relativo alla Russian House di Berlino. Il governo intende inoltre promuovere nuove sanzioni europee contro persone coinvolte in operazioni di sabotaggio, rafforzare i controlli e aumentare la pressione sulla cosiddetta flotta ombra russa.

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