Palazzo Mosti. E’ l’unico obiettivo di Clemente Mastella, che non insegue un seggio in Parlamento, ma non intende consegnare ad altri la guida del Comune.

Lei rievoca spesso la leggenda di San Clemente, che riemergeva dalle acque del Mar Nero dove era stato gettato con un’ancora al collo. Tornare nel Parlamento nazionale è sempre un suo obiettivo?
“Sono stato Ministro, parlamentare, europarlamentare, Sindaco del mio paese e della mia città, anche consigliere regionale. La vita politica mi ha regalato più di quanto mi aspettassi. Per questa ragione, quella che Papa Francesco chiamava ‘logica mondana dell’ambizione’ non può più appartenermi. Il seggio parlamentare non è la mia priorità ora, né il mio orizzonte di senso esistenziale e politico. La mia battaglia è a Benevento: in dieci anni abbiamo trasformato questa città, le abbiamo dato luce e lustro in tutta Italia, non lascio campo libero a chi l’ha strattonata in passato e oggi dice male di tutto, in un surplus di odio. Per questi personaggi, serve la ‘briglia delle comari’ che Gramsci immaginava di mettere ai pettegoli, ai rissosi e agli odiatori di professione. Il mio popolo mi ha testimoniato affetto e sostegno anche recentemente, come dimostra il sondaggio de Il Sole 24 Ore, alla gente chiederò se sono ancora al mio fianco o se vuole andare con chi pratica una politica, senza programmi e senza idee, ma solo contro, basata sul rancore. Abbiamo realizzato tanto, cambiato la città, riaperto i teatri, recuperato piazze, risanato un Comune in dissesto: la politica del fare contro quella dell’odio viscerale. La gente saprà cosa scegliere”.

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