La Corte europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia per non aver risposto in tempo e in maniera adeguata alle denunce di violenza domestica da parte di una donna, costretta a vivere in una casa protetta con i suoi figli per oltre tre anni. La sentenza, depositata lo scorso 2 luglio, stigmatizza inoltre alcune motivazioni scritte dal magistrato nella richiesta di archiviazione della Procura di Benevento nel novembre 2021. La vicenda riguarda Audrey Carmen Manuela Ubeda, cittadina francese residente in Italia, che nell’aprile 2021 denunciò l’ex compagno, padre dei suoi due figli, accusandolo di ripetute violenze fisiche e psicologiche nei confronti suoi e dei bambini. Un mese dopo la denuncia, la donna e i figli furono collocati in una struttura protetta, dove sono rimasti fino al luglio 2024.

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