Università, lezione di Marta Cartabia alla Scuola Sant’Anna di Pisa

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Pisa, 10 giu. – (Adnkronos) – Più di duecento studentesse e studenti hanno partecipato alla lezione della professoressa Marta Cartabia sugli 80 anni della Repubblica Italiana, che si è svolta oggi, mercoledì 10 giugno, presso l’Aula Magna della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. L’iniziativa rientra nell’ambito del programma del tirocinio residenziale del progetto Me.Mo. (Merito e Mobilità Sociale), il programma di Orientamento rivolto a studentesse e studenti al quarto anno delle scuole superiori, selezionati in base al merito e alla provenienza da contesti di possibile fragilità economica e sociale.
Grazie al finanziamento del progetto Pnrr Merita, la rete per il talento che unisce cinque Scuole Universitarie Superiori Italiane (Scuola Sant’Anna, Scuola Normale Superiore, il Collegio Superiore dell’Università di Bologna, la Scuola Galileiana di Padova e la Scuola Superiore di Studi Avanzati della Sapienza di Roma), alla lezione hanno partecipato in collegamento anche le studentesse e gli studenti delle altre scuole coinvolte nella rete Merita.
 
Nel suo intervento Marta Cartabia, professoressa di Diritto Costituzionale presso l’Università Bocconi di Milano, già Mministro della Giustizia del governo Draghi, ha incontrato le studentesse e gli studenti di Me.Mo. intrecciando il racconto del proprio percorso formativo e professionale con una riflessione sugli ottant’anni della Repubblica italiana. Al centro della lezione, il valore della partecipazione democratica e della capacità di riconoscere nella realtà possibilità non sempre previste. Cartabia ha ricordato come la costruzione del proprio percorso non segua necessariamente una traiettoria lineare: imprevisti e persino fallimenti possono contribuire a dare forma alle scelte personali e professionali. Richiamando anche alcuni passaggi della propria esperienza, ha invitato studentesse e studenti a leggere gli ostacoli non solo come punti di arresto, ma anche come occasioni per esplorare nuove strade e comprendere meglio la propria vocazione. La realtà, ha sottolineato, è sempre più grande degli obiettivi che ci si è dati e contiene possibilità che non sempre si riescono a vedere subito.

L’edizione 2026 di Me.Mo. coordinata dalla Scuola Superiore Sant’Anna ha registrato numeri particolarmente significativi: i tre tirocini residenziale, che si sono svolti tra maggio e giugno, hanno visto la partecipazione di 658 studentesse e studenti, selezionati tra oltre 1800 candidature. Le scuole superiore secondarie coinvolte sono state circa 300 mentre più del 38% dei partecipanti a Me.Mo. è arrivato dal sud Italia. Questi dati confermano il ruolo di Me.Mo. come una delle azioni più riconoscibili della rete Merita e come progetto capace di intercettare studentesse e studenti con alto potenziale, spesso provenienti da contesti familiari in cui l’università non è ancora una traiettoria consolidata.
 
«Me.Mo. è uno dei progetti che meglio rappresenta il senso della rete Merita: lavorare insieme per rendere l’accesso alla formazione universitaria più equo e consapevole», dichiara Nicola Vitiello, Rettore della Scuola Superiore Sant’Anna, capofila del progetto Merita. «La Scuola Sant’Anna ha sostenuto e coordinato il percorso che ha coinvolto tutte le Scuole della rete, con l’obiettivo di raggiungere studentesse e studenti ad alto potenziale, spesso privi di riferimenti familiari diretti nel mondo universitario. I risultati di questa edizione confermano che Me.Mo. è uno strumento concreto di mobilità sociale e di responsabilità pubblica del sistema universitario: il 90% dei partecipanti dichiara infatti di iscriversi all’università».
 
Me.Mo. si rivolge in particolare ai cosiddetti first generation students, studentesse e studenti figli di genitori non laureati, con l’obiettivo di accompagnarli in un percorso di orientamento che mira ad ampliare le opportunità, ridurre le disuguaglianze informative e rafforzare la fiducia nelle proprie possibilità.

Per la rete Merita, Me.Mo. rappresenta un progetto identitario: il percorso ha permesso alle Scuole della rete di lavorare insieme su un obiettivo comune, mettendo a disposizione competenze, tutor, attività formative e strumenti di orientamento per avvicinare sempre più studenti e studentesse alle opportunità dell’alta formazione.
 
L’evento finale non segna la conclusione dell’esperienza Me.Mo. Grazie al piano di sostenibilità della rete Merita e a finanziamenti dedicati, il progetto proseguirà anche nei prossimi anni a livello di rete, con il coinvolgimento delle cinque Scuole e con la possibilità di ulteriori collaborazioni con altri atenei.
La prosecuzione di Me.Mo. conferma la volontà della rete Merita di rendere stabile un modello di orientamento avanzato, capace di contribuire concretamente alla mobilità sociale e di rafforzare il ruolo delle Scuole universitarie superiori nel sistema universitaro nazionale.

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