Una stagione che resta. Per il risultato finale, ma anche per il modo in cui ha preso forma. Perché questa promozione non è stata costruita sugli exploit estemporanei, ma sulla solidità degli uomini e sulla capacità dei leader di diventare una bussola per il Benevento nei momenti decisivi. Un nome su tutti: Mattia Maita. Non solo un capitano, ma anche – o forse soprattutto – un riferimento tecnico ed emotivo per la squadra. La sua stagione racconta tutto: non ha saltato una partita ed è sempre stato dentro ogni azione. Un giocatore d’altra categoria, che non ha bisogno di strappi o gesti eclatanti per imporsi: la sua leadership è riconosciuta per il carisma, la continuità, la capacità di gestire i ritmi e di rendere semplice ciò che semplice non è. I numeri possono essere persino riduttivi: un gol e sette assist, infatti, non sono sufficienti per spiegare il peso specifico di un giocatore senza il quale questo Benevento non esisterebbe.

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