E’ stato tanto lo spavento, ma col senno di poi si può dire che per i produttori di vino italiani poteva andare decisamente peggio. Nonostante i timori diffusi tra gli addetti ai lavori, il settore vitivinicolo nazionale ha retto all’impatto dei dazi del 15% imposti a luglio 2025 dal presidente Usa Donald Trump. Le preoccupazioni iniziali parlavano di conseguenze potenzialmente devastanti, soprattutto per il made in Italy agroalimentare, da sempre molto apprezzato negli Stati Uniti. Secondo molti osservatori, proprio il vino avrebbe dovuto pagare il prezzo più alto. I numeri, invece, raccontano una tenuta complessiva del comparto.
A quantificare i possibili effetti era stato anche il presidente di Unione Italiana Vini, Lamberto Frescobaldi, in una dichiarazione del 27 luglio 2025: «Con i dazi al 15% il danno che stimiamo per le nostre imprese è di circa 317 milioni di euro cumulati nei prossimi 12 mesi, mentre per i partner commerciali d’oltreoceano il mancato guadagno salirà fino a quasi 1,7 miliardi di dollari».

L’articolo completo su Il Sannio Quotidiano di oggi – Acquista qui la tua copia

articolo precedenteComunità montana del Taburno, diffida del Prefetto: “Convocare il Consiglio”
prossimo articoloTruffa un anziano e si fa consegnare 6mila euro, identificato il responsabile