Bollata immediatamente come “stravagante” da Mastella, quando ancora l’idea delle primarie poteva costituire il metodo per l’individuazione del candidato sindaco in caso di campo largo, oggi tale strumento prende quota all’interno di parte di tale schieramento. Il primo a proporre formalmente fu, nell’ottobre di un anno fa, Angelo Moretti che, da queste colonne, così si esprimeva: “Occorre che vengano coinvolti gli elettori, con modalità da stabilire, nella scelta del candidato sindaco del centro-sinistra alle amministrative del 2027. Consultare gli elettori equivale alla richiesta delle primarie, che costituiscono un importante esercizio democratico, utile a riavvicinare i cittadini alla politica e a ridurre l’area del non voto”.
Mastella, come detto, non raccolse, ricordando che ad Avellino, laddove il Pd era maggioranza relativa, le primarie non erano state ritenute necessarie, attribuendo ai dem la nomination. Perché dovrebbero essere indette a Benevento dove la maggioranza, il 26,12%, è saldamente nelle mani di Noi di centro? Tale contrapposizione oggi non ha più luogo di esistere, poiché se un fatto è certo è che il campo largo è pura utopia, come da anni modestamente sostenuto da questo giornale.
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