“Esclusività dei Locali: È vietato l’accesso ai refettori agli alunni autorizzati al consumo del pasto domestico, al fine di garantire l’igiene dei locali e il rispetto degli spazi comuni”. Questo il punto dirimente, che fa litigare maggioranza e opposizione. Si legge nelle “Disposizioni urgenti in merito all’articolazione dei turni mensa e alla regolamentazione degli accessi ai refettori” trasmesse nella nota a firma del responsabile dell’Ufficio Istruzione Rosalba Luongo, il direttore dell’Esecuzione del Contratto del Servizio di Refezione Scolastica Giuseppe Varricchio e di Claudia Capuano che firmava per il dirigente Verdicchio.
Per i consiglieri del Partito democratico, la comunicazione inviata dal servizio Istruzione del Comune in data 24 febbraio ai dirigenti scolastici, ha un solo significato: vieta il pasto domestico. Anche perché consumarlo in ambienti diversi sarebbe impossibile: quali? Locali che ovviamente dovrebbero essere attrezzati con tavoli e sedie, da ripulire, senza dimenticare il problema della vigilanza. I docenti? Sì, ma quanti sarebbero in servizio all’ora di pranzo?
Secondo il delegato all’Istruzione Marcello Palladino, però, così non è.
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