Lavoro: nasce Registro professionale dei professionisti hr 

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Roma, 12 ott. (Adnkronos/Labitalia) – Il mondo del lavoro sta cambiando a una velocità senza precedenti. Intelligenza artificiale, sostenibilità, nuove normative, salute mentale, inclusione, trasformazione dei modelli organizzativi e nuove aspettative delle persone stanno ridefinendo il ruolo di chi ogni giorno gestisce persone, cultura e organizzazioni. Alla luce di questa trasformazione, l’Associazione italiana Ethical hr (associazione professionale ai sensi della legge 4/2023) ha istituito uno strumento professionale: il Registro professionale degli hr director, consulenti e specialisti di sviluppo organizzativo, un sistema riconosciuto che garantisce ai profili hr appartenenza, attestazione delle competenze e alti standard etici e professionali.
Il Registro professionale raggruppa ben 23 profili professionali in materia hr, organizzati in tre sezioni di specializzazione: hr director, c-level ed ethical leadership, specialisti iso e sistemi di gestione, 3. auditor, valutatori e risk assessment. Tutto questo, con l’obiettivo di organizzare, promuovere e valorizzare i professionisti del mondo hr, troppo spesso lasciati senza punti di riferimento in un mercato frammentato. L’iscrizione è subordinata al possesso dei requisiti stabiliti dal Regolamento generale del Registro e dalla relativa tabella dei requisiti, e dà diritto al rilascio dell’attestato di qualità e qualificazione professionale dei servizi previsto dalla legge 4/2013; dà inoltre diritto ai webinar riservati e a diversi benefit nelle diverse iniziative dell’Associazione. Il Registro non costituisce un albo professionale, ma uno strumento riconosciuto che consente ai profili del settore di attestare il proprio valore, dimostrarlo al mercato e fare rete.
Accanto a ruoli consolidati come hr director, hr manager, talent acquisition specialist e people analytics specialist, il Registro comprende profili legati a esigenze normative e organizzative emerse negli ultimi anni: specialisti di human capital reporting ed Esg metrics (Iso 30414, Csrd – Esrs S1), esperti di parità di genere e inclusione (Uni/PdR 125:2022, ISO 30415), auditor dei rischi psicosociali (Iso 45003), responsabili della gestione dei canali di whistleblowing e valutatori dell’impatto etico. Il Registro si rivolge quindi non solo a chi ricopre ruoli direttivi, ma anche a consulenti, coach, specialisti e auditor.

“Al mondo Hr – dichiara Lorenzo Tedeschi, presidente dell’Associazione italiana Ethical hr – servono professionisti etici, ma oggi l’etica da sola non basta. Le priorità delle organizzazioni e il modo in cui le persone percepiscono il proprio lavoro stanno cambiando più rapidamente di quanto molti modelli di gestione riescano a seguire. Benessere psicologico, inclusione, sostenibilità e nuovi standard non sono più temi accessori: sono responsabilità concrete, spesso con implicazioni normative precise. Per questo il Registro non si limita a riconoscere un’adesione a dei valori, ma chiede di dimostrare competenze verificabili e di mantenerle aggiornate nel tempo. L’etica, per essere credibile, deve tradursi in metodo e in capacità di intervento”.
Prosegue Caterina Boschetti, segretario generale dell’Associazione: “C’è un divario insostenibile tra ciò che le organizzazioni dichiarano agli stakeholder e le politiche che concretamente attivano al loro interno. Tra le promesse di benessere, felicità e inclusione fatte a chi le osserva dalla finestra dei social e le reali condizioni di lavoro delle persone. Il Registro professionale degli hr director, consulenti e specialisti di sviluppo organizzativo nasce per fare chiarezza e per offrire alle aziende virtuose uno strumento di trasparenza. Nessuno può garantire che gli ambienti di lavoro siano quelli promessi in fase di recruiting, ma da oggi c’è un organo riconosciuto responsabile di attestate che i tuoi HR siano i più preparati, etici e trasparenti del mercato”.
L’iscrizione al Registro è legata a un obbligo di aggiornamento professionale. Per mantenerla attiva e ottenere il rinnovo annuale dell’Attestato, ogni iscritto deve maturare almeno 20 crediti formativi associativi (cfa) per anno solare; un cfa corrisponde convenzionalmente a un’ora di formazione qualificata. I crediti possono derivare da attività formative (corsi, master, seminari) o da attività professionali e scientifiche documentate, come docenze, pubblicazioni, attività di ricerca e partecipazione a commissioni di normazione ISO/UNI, secondo quanto previsto dal Regolamento per la formazione continua.

L’offerta formativa interna è affidata a Emi-Ethical management institute, la divisione dell’Associazione che eroga corsi, webinar e masterclass. Le aree tematiche comprendono, tra le altre, Strategic People Leadership, Change Management, governance della sostenibilità, recruiting etico, People Analytics e Gdpr, progettazione di piani DE&I, prevenzione del burnout, gestione dei canali di whistleblowing e applicazione degli standard ISO alla gestione delle persone.
La quota annuale di iscrizione è di 150 euro, ridotta a 120 euro per i professionisti under 35. A garanzia degli iscritti e degli utenti dei loro servizi, l’Associazione osserva in modo incondizionato un Codice deontologico e si affida a un Comitato tecnico-scientifico. Non solo: come previsto dalla normativa vigente, è dotata di uno Sportello di garanzia per il cittadino, anch’esso disciplinato da uno specifico regolamento.
L’Associazione nasce da una rete di oltre 2.000 persone costruita negli anni attorno al progetto Ethical Hr, che comprende l’evento nazionale annuale dedicato ai temi sociali del lavoro, come salute mentale, genitorialità e prevenzione delle molestie, e un magazine cartaceo.

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