Roma, 28 set. (Adnkronos/Labitalia) – “Il piano nazionale dell’economia sociale ha chiarito un aspetto: che finalmente l’economia sociale non è più un’economia a riconoscimento richiesto quasi per cortesia, ma ha una propria collocazione, una propria dignità e un proprio spazio che serve per generare un’economia più sostenibile e più vicina alle comunità. L’economia civile e l’economia sociale sono semplici declinazioni di una traiettoria, a nostro avviso, straordinaria per affermare una dimensione economica che può veramente dare una svolta alle nostre città e ai nostri territori. Il messaggio che ogni anno cerchiamo di dare con il Festival nazionale dell’economia civile, ma quest’anno ancora di più, è il fatto di raccontare che il nostro mondo, quello della cooperazione, può dare l’esempio concreto di quante volte nelle nostre aree, nelle nostre vie, riusciamo a coniugare la dimensione economica con la dimensione della fiducia. È un’economia di relazione che ha bisogno di spazi in cui le persone possono coniugare azioni e sviluppare progettualità condivise”. Così, con Adnkronos/Labitalia, Marco Marcocci, vice presidente di Confcooperative, racconta gli obiettivi della nuova edizione del Festival nazionale dell’economia civile, che torna a Firenze dal 1 al 4 ottobre 2026.


