Roma, 28 set. (Adnkronos/Labitalia) – Il messaggio che arriva dall’ottava edizione del Festival nazionale dell’Economia Civile, che torna a Firenze dal 1 al 4 ottobre 2026 è che “esiste un’economia diversa da quella che percepiamo tutti i giorni, che ragiona in termini finanziari. Noi cerchiamo di far comprendere come l’EUconomia, cioè la buona economia, è quella che sviluppa realmente il benessere di tutti e che genera nuovo valore e non si limita ad amministrare quello che già esiste”. Così, con Adnkronos/Labitalia, Augusto Dell’Erba, presidente di Federcasse, presenta l’evento promosso e organizzato da Federcasse-Bcc, Confcooperative e NeXt Economia, in collaborazione con MUSe Firenze e Sec, quest’anno dal titolo ‘EUconomia. L’Economia che fa bene. Il rumore della foresta che cresce’.
Il Festival sarà anche l’occasione per presentare le diverse economie che ‘popolano’ i territori, come spiega Dell’Erba: “noi sia come banca sia come movimento cooperativo in generale sosteniamo molte di queste attività che riguardano la capacità dei territori di agire autonomamente e non aspettare che gli altri facciano qualche cosa. Presenteremo, come facciamo ogni anno al festival, queste iniziative che rappresentano modi concreti ed effettivi di sviluppare l’economia sui territori e quindi è un’occasione anche per loro di mostrare e spiegare ciò che fanno. Queste iniziative sono sempre più estese ed efficaci”, conclude.
Ed entrando nello specifico dell’attività del credito cooperativo Dell’Erba sottolinea che “noi da tempo abbiamo spiegato, sin da quando si è formata la nuova normativa europea, e ormai sono diversi anni, come il sistema italiano non avesse un adeguato riconoscimento nella normativa europea. Questa nuova legislatura invece -aggiunge- si è aperta con delle possibilità concrete di riuscire a far intendere alle norme di carattere generale le specificità tipicamente italiane, in particolare quelle della cooperazione di credito. L’aiuto è quello che deve essere rivolto all’economia reale. Noi abbiamo bisogno di gestire risparmi non solo affinché generino in sé ricchezza, ma che soprattutto generino nuova ricchezza di tipo generale, che può essere data solo mediante gli impieghi. Le norme attuali frenano l’attività bancaria in senso tradizionale alla quale noi invece ci ispiriamo”, conclude.


