Attacco a base aerea in Arabia Saudita, colpito F-2000 italiano. Crosetto: “Nessun militare coinvolto”

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Roma, 18 set. (Adnkronos) – “Questa notte ho seguito personalmente, con la massima attenzione e in contatto con il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, l’evoluzione della situazione in Arabia Saudita, e in particolare alla base aerea di Ta’if, che è stata oggetto di diversi attacchi e dove è presente personale italiano impegnato nell’operazione Inherent resolve. Non vi sono militari italiani coinvolti. Nell’attacco è stato colpito un velivolo F-2000 italiano, che si trovava all’interno della base ed in un’area decentrata. Non ci sono altri danni a mezzi o infrastrutture utilizzati dal nostro personale”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto.
“Ho chiesto al capo di Stato maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, al comandante del comando operativo di vertice interforze, generale di Corpo d’armata Giovanni Maria Iannucci, e al capo di Stato maggiore dell’aeronautica militare, generale di Squadra aerea Antonio Conserva, di fornirmi un’ulteriore valutazione, dopo quelle già effettuate nelle scorse settimane, sull’evoluzione del quadro, sulle condizioni del nostro personale e sulle possibili opzioni operative. Mi è stato riconfermato che erano già state messe in atto da tempo tutte le misure di sicurezza a salvaguardia del personale militare”, ha aggiunto Crosetto concludendo: “La situazione è seguita con la massima attenzione con l’obiettivo di garantire la piena tutela del nostro personale e di operare con la necessaria responsabilità”.
Il caccia Eurofighter Typhoon (nomenclatura aeronautica F-2000A) è il più avanzato aereo da combattimento sviluppato nel continente europeo, in grado di offrire capacità operative di ampio respiro nel settore della difesa aerea. L’Eurofighter è il frutto della collaborazione industriale di Italia, Germania, Regno Unito e Spagna. In grado di raggiungere una velocità massima di 2.495 km/h, ha una apertura alare di oltre 15 metri e un armamento costituito da 1 cannone Mauser cal. 27 mm, fino a 6.500 kg di carichi esterni (missili AIM-9L Sidewinder, AIM-120 AMRAAM, Iris-T, Meteor; bombe guidate della serie Gbu; serbatoi supplementari e pod di puntamento laser).
Le opposizioni chiedono che il ministro della Difesa riferisca al più presto in Parlamento Bab el-Mandeb, ipotesi che non dispiace ai 5 Stelle ma “chiediamo con la massima urgenza comunicazioni dettagliate, un dibattito approfondito e un voto in aula”.
Per il Pd “il fatto che un velivolo F-2000 italiano sia stato colpito in un attacco alla base aerea di Ta’if, in Arabia Saudita, è un elemento che non può essere derubricato” e “il ministro Crosetto venga quanto prima a riferire. Il Governo deve spiegare quale sia oggi la natura della nostra presenza in Arabia Saudita, quali siano i rischi per il personale italiano e se le condizioni che avevano motivato il nostro impegno siano ancora le stesse. Non possiamo limitarci a prendere atto degli attacchi e delle misure di sicurezza adottate, a maggior ragione per una presenza italiana cresciuta nei mesi passati senza aver provveduto ad approvare in parlamento una nuova missione”, sottolineano Alessandro Alfieri, Stefano Graziano e Enzo Amendola. Anche i 5 Stelle rimarcano il fatto che sia mancato un passaggio parlamentare in passato e lo chiedono nel caso in cui di decida di mettere in campo una “scorta difensiva” per i mercantili nel Mar Rosso.
“Ben venga la scorta difensiva da parte della Marina già operante in zona con la missione europea Aspides” ma sia “accompagnata da contatti diretti e costanti della nostra intelligence con gli Houthi per scongiurare possibili incidenti” e “vista l’importanza e la delicatezza della questione, chiediamo al Governo di non ricorrere a cavilli legali – la cornice autorizzativa della missione Aspides – per evitare il coinvolgimento del Parlamento, per altro già evocato dallo stesso ministro Crosetto”, dicono i capigruppo M5S delle Commissioni Esteri e Difesa di Senato e Camera, Bruno Marton, Francesco Silvestri e Arnaldo Lomuti. Rimarca Nicola Fratoianni: “Preoccupati, siamo molto preoccupati, innanzitutto perché questa missione militare in Arabia Saudita non doveva esistere. Il governo Meloni l’ha decisa senza passare dal Parlamento col gioco delle tre carte ed è una cosa molto grave: siamo dentro ad un teatro di guerra senza che il Parlamento come avesse autorizzato questa scelta”. Anche Iv chiama Crosetto in aula: “E’ indispensabile che il governo venga in Parlamento, riferisca e si comprenda se le azioni di tutela, che debbono essere messe in campo nelle prossime ore, rientrino nel perimetro del mandato che il parlamento ha già affidato nell’ambito della missione Aspides”, dice il senatore Enrico Borghi, vicepresidente di Italia Viva e capogruppo in commissione esteri e difesa del Senato.

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