(Adnkronos) – C’è qualcosa di singolare nell’improvvisa concordia fra Dario Amodei, Sam Altman ed Elon Musk. Tre che competono per capitali, talenti, potenza di calcolo e primato tecnologico, e che non perdono occasione per attaccarsi, si ritrovano uniti su una cosa: l’intelligenza artificiale sta avanzando troppo rapidamente e occorre “pace the frontier”, rallentare la corsa dei modelli più avanzati per dare alla sicurezza il tempo di recuperare. Amodei ha proposto valutatori indipendenti dentro i laboratori, standard comuni fra le aziende e pure un coordinamento internazionale; Altman e Musk restano più vaghi.
Da dove arriva l’allarme? Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad agenti che hanno aggirato vincoli, attività cyber non previste, tentativi di nascondere errori, sistemi utilizzati da soggetti esterni per frodi, spionaggio o ricerche per guerre biologiche. OpenAI ha appena diffuso il suo metodo per tracciare comportamenti “problematici”, per citare Carlo Verdone; Anthropic ha documentato campagne in cui Claude è stato usato per cyberoperazioni, sorveglianza e truffe.
Nella Silicon Valley esistono, e non da oggi, i doomers, profeti dell’apocalisse. Siamo, dicono alcuni sacerdoti del chip, alla vigilia della grande frattura: o l’AI apre una fase di abbondanza, cura le malattie e moltiplica la produttività oppure arriva la superintelligenza, sfugge ai suoi creatori e può portare alla perdita del controllo, se non all’estinzione della specie per bioterrorismo, attacchi cyber o nucleari.
Questo ha però un effetto (involontario o ben alimentato?): se all’orizzonte c’è l’estinzione dell’umanità in una manciata di anni, deepfake, truffe, perdita di posti di lavoro, discriminazioni algoritmiche e consumo energetico diventano questioni minori.
Eppure Interpol stima che le frodi assistite dall’AI siano già 4,5 volte più redditizie di quelle tradizionali. Negli Stati Uniti la Federal Trade Commission ha registrato 3,5 miliardi di dollari di perdite denunciate per truffe di impersonificazione nel 2025. Non tutte prodotte dall’AI, ma clonazione vocale e falsi video rendono questi tranelli alla portata di chiunque.
Sul lavoro, ognuno ha i suoi numeri. C’è chi parla di job apocalypse e chi minimizza. Di sicuro per ora sindacati, imprese e governi non stanno impiegando il loro tempo a cercare una soluzione.
E poi c’è l’energia. L’Iea prevede che il consumo elettrico mondiale dei data center raddoppi da qui al 2030, mentre quello delle strutture concentrate sull’AI triplicherebbe. A livello globale parliamo del 3% della domanda elettrica ma a livello locale ci sono degli squilibri enormi, che non a caso stanno incidendo sulla campagna elettorale americana: reti da rafforzare, nuova generazione elettrica, acqua, tutela del territorio e costi da distribuire.
Parlare di armageddon vuol dire terrorizzare e paralizzarci: perché impedire che una pensionata sia truffata con la voce clonata del nipote, se tanto a breve saremo tutti stecchiti?


