Un’altra strada è possibile. Il Benevento lo ha scoperto contro il Verona, trovando una vittoria costruita senza il predominio territoriale, senza la necessità di comandare il gioco per lunghi tratti. Venerdì sera i giallorossi hanno lasciato agli avversari una buona fetta di possesso, in alcuni momenti hanno abbassato il baricentro, hanno difeso l’area e accettato di giocare anche senza avere sempre il pallone tra i piedi. Ma senza mai dare la sensazione di essere rinunciatari. È proprio questo l’aspetto più interessante arrivato dalla sfida con gli scaligeri. Il segnale lanciato nel secondo tempo di Ascoli è stato recepito e trasformato in una prestazione più matura: una squadra meno padrona del gioco, ma capace di governare i momenti determinanti della partita. Di scegliere quando accelerare e quando invece stringere i denti, di soffrire senza perdere equilibrio, di vincere duelli e proteggere il risultato. Un cambio di approccio evidente, che non può essere spiegato soltanto con il passaggio al nuovo sistema di gioco.

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