Altro che “Comune in tilt”, definizione utilizzata per fotografare l’imbuto in cui ci si è cacciati per la refezione mensa e che il delegato all’Istruzione Marcello Palladino non ha gradito. L’opposizione consiliare va ben oltre: “Per la mensa scolastica si rischia un disastro”, sostengono i consiglieri Francesco Farese, Giovanna Megna, Floriana Fioretti, Raffaele De Longis, Giovanni De Lorenzo, Maria Letizia Varricchio, Luigi Diego Perifano e Angelo Miceli. Che incalzano: “L’amministrazione mente sapendo di mentire. Il tentativo di scaricare la responsabilità sulle scuole è maldestro e, soprattutto, istituzionalmente scorretto. La situazione che si è venuta a creare è, infatti, di esclusiva responsabilità dell’Amministrazione. Era il 24 febbraio quando il Comune disponeva che «è vietato l’accesso ai refettori agli alunni autorizzati al consumo del pasto domestico, al fine di garantire l’igiene dei locali e il rispetto degli spazi comuni». Ma, a cosa era dovuta quella disposizione emanata dall’Ente, che risulta, al di là delle interpretazioni ondivaghe di Palladino, in netto contrasto con le sollecitazioni di oggi tese a consentire il pasto domestico?

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