Un genitore che affronta un disturbo alimentare in famiglia combatte già una battaglia difficile: visite, ricoveri, paura delle ricadute, sensi di colpa, notti insonni. Se poi decide di trasformare il proprio dolore in una proposta utile per la comunità e viene ignorato dalle istituzioni, la ferita diventa doppia.
È la storia di Antonio, un cittadino di Amorosi, che da anni vive da vicino la difficile malattia del disturbo del comportamento alimentare di un suo caro. Non rassegnato alla sciagura, Antonio ha deciso di darle un senso diverso, di trasformarla cioè in un impegno civile. È da questo che nasce la sua proposta di creare una rete territoriale permanente di prevenzione e informazione sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.
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