Roma, 11 giu. (Adnkronos Salute) – “Anche l’industria farmaceutica può essere motore della transizione sostenibile ambientale e industriale: perché questo avvenga è necessario anche un quadro regolatorio stabile, prevedibile e armonizzato. La traiettoria verso prodotti e processi a minore impatto ambientale, inclusa la conversione dei dispositivi inalatori medici con gas propellenti a ridotto impatto ambientale, su cui Chiesi sta investendo, richiederebbe l’adozione di nuovi standard condivisi, come ad esempio il protocollo Pas 2090:2025, approvato dalla Federazione europea Epfia, utile per misurare anche gli impatti ambientali dei farmaci e contribuire a dimostrare l’importanza del binomio sostenibilità ed efficacia. In questa prospettiva, innovazione, salute pubblica e responsabilità sono le leve della strategia futura delle scienze della vita”. È quanto emerso nel corso del convegno “Respiriamo il Futuro. Tecnologia e sostenibilità per la salute respiratoria”, organizzato oggi alla Camera dei deputati da Chiesi Italia, azienda con sede a Parma e parte del Gruppo Chiesi, che integra ricerca e sviluppo, innovazione e sostenibilità nel proprio modello industriale. L’iniziativa – informa una nota dell’azienda – ha promosso un confronto tra istituzioni e comunità scientifica con l’obiettivo di contribuire all’individuazione di soluzioni sostenibili per la gestione delle malattie respiratorie croniche, anche in un’ottica di evoluzione delle policy sanitarie. Diventa infatti sempre più urgente colmare il divario tra il peso reale delle patologie respiratorie e la loro priorità nell’agenda politica.
In Italia, asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) coinvolgono circa 4 milioni di persone – si legge – e le patologie respiratorie croniche restano tra le principali cause di morte e di assorbimento di risorse sanitarie, in un quadro tendenziale in aumento per l’invecchiamento della popolazione, che genera disuguaglianze territoriali sostanziali nell’accesso prevenzione, diagnosi e cura. Per affrontare questa emergenza è necessario adottare un approccio sistemico e integrato, coerente con il paradigma One health, che riconosce il legame tra salute umana, ambiente e contesto socio-economico. In questa prospettiva, la prevenzione ha un ruolo strategico prima dell’inizio del percorso di cura, insieme alla diagnosi precoce e al rafforzamento di un accesso equo e appropriato ai servizi sanitari. Allo stesso tempo, è prioritario agire sui determinanti ambientali della salute, in particolare sulla qualità dell’aria e sulla riduzione dell’esposizione ai principali fattori di rischio modificabili. Questi interventi sono essenziali per garantire la sostenibilità dei sistemi sanitari nel lungo periodo e per rafforzare l’integrazione tra politiche sanitarie, ambientali e di salute pubblica. In questo contesto, anche l’industria farmaceutica è chiamata a contribuire attivamente alla definizione di modelli più sostenibili.
“La politica ha il compito di definire gli obiettivi di interesse pubblico per la sanità, garantendo che il Servizio Sanitario Nazionale assicuri l’universalità delle cure – ha detto Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento -. È necessario riflettere non solo sull’entità della spesa, ma anche sulla qualità dell’offerta sanitaria, e su come tutti insieme possiamo assicurare risposte adeguate ai bisogni di salute della popolazione. La qualità dell’assistenza sanitaria si misura sia nella quantità di risorse investite nel sistema, sia nella capacità di rispondere efficacemente alle esigenze dei cittadini. L’obiettivo rimane di natura pubblica, ma è fondamentale che vi sia una collaborazione costruttiva tra settore pubblico e privato, coinvolgendo tutti gli operatori. Solo così potremo dare risposte concrete e mantenere un indispensabile punto di equilibrio nell’interesse di tutti”.
“Proteggere i polmoni significa proteggere la vita: un obiettivo che richiede politiche pubbliche efficaci e un accesso equo alle cure – haaffermato Valentino Valentini, vice ministro delle Imprese e del Made in Italy -. Le malattie respiratorie rappresentano una sfida crescente per la salute pubblica e rendono sempre più urgente investire in innovazione, prevenzione e sostenibilità. In questo contesto, Chiesi rappresenta un esempio di come l’industria possa coniugare tutela della salute, competitività e responsabilità ambientale, sviluppando soluzioni innovative e a basso impatto. Il Governo è impegnato a sostenere le imprese che investono in ricerca, innovazione ed efficienza, promuovendo al tempo stesso un dialogo costante tra istituzioni, industria e pazienti. Respirare meglio è un diritto e costruire un futuro più sano e sostenibile è una sfida che dobbiamo affrontare insieme”.
“Sicuramente questa è la dimostrazione dei grandi risultati che la ricerca è in grado di produrre – ha osservato Andrea Costa, già sottosegretario alla Salute e consigliere del ministro Schillaci per le Strategie di attuazione del Pnrr -. Si aprono nuove opportunità e il compito della politica è creare le condizioni affinché queste innovazioni diventino un’occasione concreta per chi ne ha bisogno. Credo che questo sia anche un esempio concreto di come il concetto di One Health possa essere applicato realmente. Ci troviamo, infatti, di fronte a uno strumento che fornisce risposte importanti in termini di sanità e salute, ma che al tempo stesso garantisce anche il rispetto dell’ambiente. Si tratta, quindi, di un approccio che tutela la salute del pianeta e che, di conseguenza, contribuisce a migliorare il benessere delle persone. È una grande iniziativa e una grande opportunità. Ribadisco, però, che c’è bisogno di una politica capace di allineare i tempi delle decisioni, rendere attuabili queste innovazioni e fare in modo che siano realmente messe a disposizione dei cittadini e di chi ne ha bisogno”.
Per Elena Murelli, Commissione Affari sociali, Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato: “Quando un cittadino fatica a respirare, si trova di fronte a un problema grave: le malattie respiratorie hanno un impatto rilevante sul Ssn e richiedono interventi tempestivi. Considerando la crescita della popolazione – ha spiegato – l’inquinamento e le sfide ambientali, è fondamentale garantire una continuità assistenziale. Non possiamo limitarci a intervenire solo nelle fasi più gravi della malattia, ma dobbiamo puntare sulla diagnosi precoce e sul monitoraggio costante. Dobbiamo, quindi, rafforzare la rete territoriale del Ssn per assicurare la sostenibilità delle cure, puntando sulla capillarità dell’assistenza e sulla sua efficacia, in particolare nelle aree interne dove i servizi sono meno accessibili, soprattutto per i pazienti più fragili e gli anziani”.
“Le sfide sanitarie e ambientali che oggi affrontiamo richiedono un approccio integrato, in grado di coniugare innovazione, sostenibilità e qualità delle cure, mettendo al centro i bisogni delle persone. Per questo in Chiesi – ha sottolineato il CEO & Managing Director di Chiesi Italia, Raffaello Innocenti -. investiamo nello sviluppo di soluzioni a ridotto impatto ambientale, attraverso il progetto Carbon Minimal Inhaler (CMI), espressione di un impegno continuo in Ricerca e Sviluppo e di investimenti industriali orientati all’innovazione, anche nel nostro Paese, come la riqualificazione del sito di Nerviano, un polo produttivo e tecnologico dedicato allo sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative”.
Secondo Paola Rogliani, presidente Società italiana di pneumologia: “L’apparato respiratorio ha un contatto diretto con l’ambiente per cui sarebbe sbagliato disgiungere la salute respiratoria dalla salute ambientale. L’apparato respiratorio rappresenta benissimo il paradigma del concetto One health, cioè dell’interazione tra salute e ambiente. Questo ci impone di avere un atteggiamento omnicomprensivo nell’approccio alle condizioni respiratorie che partono sicuramente dalla prevenzione e dall’attenzione all’ambiente”. All’evento hanno preso parte, inoltre: Francesco Battistoni, Segretario di Presidenza della Camera; Agostino Santillo, vice presidente Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera; Cristina Almici, Commissione Agricoltura della Camera; Carlo Riccini, direttore generale Farmindustria; Luca Degrassi, presidente Federfarma Friuli-Venezia Giulia.


