Un’ambientazione perfetta, quella del Teatro Romano, per dar voce alla fatidica dozzina, scelta fra 79 opere. L’espressione “Vetustas dignitatem dat” (l’età che avanza dona prestigio) ben si applica all’evento e al suo contesto: qui, l’antichità del luogo non fa da semplice sfondo, ma è elemento vivo che dona alla manifestazione dignità e atmosfera solenni. La regia di Renato Giordano e la sonorità delle parole degli autori, sapientemente scelte e modulate come nella scelta melodica di una grande orchestra, vengono trasposte sul palco letterario dove Stefano Coletta, ormai storico presentatore dell’evento, detta ritmi e tempi scenici. Le parole acquistano armonia e musicalità in ogni intervento dei singoli autori e alla fine della serata sembra di aver assistito ad una memorabile partitura verbale.
Questi gli autori in gara e le loro opere: Maria Attanasio – La Rosa Inversa; Ermanno Cavazzoni – Storia di un’amicizia; Teresa Ciabatti -Donnaregina; Mauro Covacich -Lina e il sasso; Michele Mari (già vincitore del Premio Strega Giovani) -I convitati di pietra; Matteo Nucci -Platone. Una storia d’amore; Alcide Pierantozzi – Lo sbilico; Bianca Pitzorno – La sonnambula; Christian Raimo – L’invenzione del colore; Elena Rui – Vedove di Camus; Nadeesha Uyangoda – Acqua sporca; Marco Vichi -Occhi di bambina.
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