La repentina convocazione dei comizi elettorali per l’individuazione del nuovo governatore della Rocca dei Rettori ha dato impulso al dibattito, in particolare nel centrodestra.
Sull’altro fronte, il dialogo è di fatto precluso, ma non da oggi. Inutile affannarsi a ricondurre agli effetti del caso Santamaria un muro di fatto edificato da mesi: sin dall’indomani della trionfale cavalcata sfociata nell’elezione del figlio Pellegrino, Clemente Mastella ebbe immediatamente a proclamare ricandidato Nino Lombardi. Sul pennone della Rocca, elettori permettendo, sventoleranno le insegne del sindaco di Faicchio, nel mentre Palazzo Mosti non era assolutamente in discussione.
A quel punto, anche coloro che all’interno del Pd avevano sperato di potersi accomodare a tavola, hanno dovuto prendere atto che probabilmente Peppe Ruggiero, sindaco di Foiano rieletto a furor di popolo, non aveva tutti i torti nel sostenere che occorreva intavolare un discorso chiaro con Noi di centro, discutendo di vertici ma non solo.
Utopia, il Pd l’alleanza, peraltro indigesta a molti, resa tale da ben 17 anni di contrapposizioni, l’avrebbe anche potuta fare, ma in una situazione di sudditanza. E, questo, ha ridato fiato alle trombe dell’anti-mastellismo, alimentato dallo stesso sindaco di Benevento che, pure di recente, si è detto contrario ad ogni intesa con i dem locali. Non meno accentuate le spaccature interne al centrodestra, schieramento che nel Sannio non è mai quagliato, frenato da rancori personali che, troppo spesso, hanno fatto paragonare i duellanti ai famosi capponi di manzoniana memoria che, a testa in giù sulle spalle di Renzo Tramaglino, si beccavano tra loro pur se uniti da sventura.
A proposito di centrodestra, proviamo a fare un minimo di chiarezza con il segretario leghista Domenico Parisi.
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