Il ricorso è infondato e per questo andrà rigettato. A sostenerlo è l’Avvocatura dello Stato, costituitasi contro l’iniziativa assunta dal candidato di Fratelli d’Italia alla Regione Mario Ferraro che contesta l’esito delle urne, chiedendo l’attribuzione di 209 voti alla sua lista, nel mentre alla lista di Forza Italia ne andrebbero sottratti almeno 39. La conseguenza sarebbe che il seggio spetterebbe a lui e non a Fernando Errico, peraltro autore di un ricorso incidentale. Per l’Avvocatura, entrambi sarebbero inammissibili. Ferraro ha chiesto di rimettere in discussione la veridicità delle operazioni risultanti dai verbali di sezione, circoscrizionali e regionali, sostenendo che taluni voti sarebbero stati illegittimamente annullati (17 voti), ovvero attribuiti alla lista sbagliata (73 voti), e che la reale volontà degli elettori non troverebbe corretta rappresentazione negli atti ufficiali. Tesi che incide direttamente non sulla mera “qualificazione giuridica” di voti comunque registrati (ad esempio schede verbalizzate come nulle o bianche di cui si critica l’interpretazione), ma sulla “veridicità del fatto” attestato dal pubblico ufficiale, poiché si afferma che vi sarebbero voti espressi e non contabilizzati o contabilizzati in modo difforme da quanto effettivamente manifestato in cabina.
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