Una sanità partecipata nelle scelte programmatiche, scevra da ogni intermediazione, a tutela del diritto alla salute dei cittadini. E’ ciò che auspica Nicola Boccalone, che delle questioni sanitarie si occupa da sempre: come ex manager del Rummo, referente del Tribunale del malato e revisore dei conti presso l’Asl.

Il neo governatore Fico ha tenuto per sé la delega alla sanità. Come interpreta tale scelta?
“Le prime scelte del nuovo governatore della Campania, Roberto Fico, assumono un significato strategico determinante. Il governatore Roberto Fico ha trattenuto per sé le deleghe più strategiche della Regione Campania, in particolare Sanità, Bilancio e la gestione dei fondi nazionali ed europei, le tre leve che rappresentano l’essenza della gestione e del governo regionale, mentre il resto appartiene alla dimensione della contestualità. Questa scelta può essere interpretata in due modi radicalmente opposti, con conseguenze profondamente diverse per il futuro della sanità campana”.

Quali?
“Se questa concentrazione di deleghe rappresenta una strategia che preannuncia una vera rivoluzione – con il ripristino delle funzioni dell’ARSAN, il dimagrimento funzionale di So.RE.SA., il rinvigorimento dei sistemi di controllo sulla qualità dei servizi e il rinnovo di un rapporto equilibrato tra performance aziendali e obiettivi raggiunti con le rispettive indennità di risultato assegnate alle apicalità gestionali – allora ben venga. Significherebbe l’avvio di quel cambio di paradigma necessario per uscire dal fallimento: dai controlli puramente formali ed economici a controlli sostanziali sulla qualità dei servizi, attraverso un organismo indipendente che vigili nell’interesse esclusivo dei cittadini”.

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