Non ci saranno né l’ex consigliere regionale Mino Mortaruolo, né la moglie Enza Paola Catalano e né Italo Palumbo. Eppure, nella prossima assemblea provinciale del Partito democratico i posti erano 60. E, fattore ancora più significativo, è stata siglata pure la pace tra la maggioranza, stragrande nei numeri, decariana e Antonella Pepe che qualche componente l’ha pure designato. Anzi, i dem saranno guidati, oltre che da Filomena Marcantonio, unica candidata alla segreteria, dalla stessa Pepe e dall’ex segretario provinciale ed ex sindaco di Sant’Agata Carmine Valentino nella qualità di vicesegretari provinciali. La presidenza del partito sarà affidata ad un sindaco, probabilmente Vito Fusco di Castelpoto, favorito dal dato territoriale: essendo la segretaria di Castelfranco in Miscano, perdono quota Giuseppe Addabbo di Molinara e Giuseppe Ruggiero di Foiano, fortorini come la Marcantonio. Fuori gioco anche Antonio Calzone, sindaco di Reino, paese del Tammaro, ma penalizzato dalla presenza del nipote Giovanni Cacciano, che figurerà nella segreteria ristretta di cinque persone. Restano ancora da definire la direzione, i dipartimenti e la segreteria. Si veleggia verso un congresso unitario, non essendo pervenute, alla scadenza del 30 dicembre, altre candidature a segretario. Ciò non significa, però, che applaudiranno tutti, ad esempio Italo Palumbo aveva indetto una riunione per oggi ma, “per indisponibilità di alcuni compagni, tra cui amministratori comunali impegnati per ragioni personali, la riunione del 3 gennaio in federazione è rinviata ad altra data”, ha fatto sapere. Al momento non è noto chi, oltre a lui, sono i dissenzienti. Fatto sta che gli eventuali aspiranti al vertice del partito non sono riusciti a raccogliere le firme necessarie per proporsi e proporre la lista dell’assemblea.

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