San Giorgio del Sannio – Scuola, come un fatto si trasforma in un caso

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Nostro malgrado siamo costretti a tornare sull’articolo pubblicato su queste pagine sabato scorso, 22 gennaio, quando abbiamo riportato che un alunno delle medie dell’Istituto ‘Montalcini’ di San Giorgio del Sannio ha cosparso il banco con l’amuchina, poi ha utilizzato un accendino per dare fuoco al liquido infiammabile. E’ successo tutti in pochi istanti, tanto rapidamente che il docente in aula non ha potuto che intervenire per evitare che la situazione peggiorasse perché le fiamme stavano per toccare un libro di testo.
In coda si aggiungeva che fortunatamente l’episodio non aveva avuto conseguenze e non abbiamo escluso possibili provvedimenti del Consiglio d’Istituto. Dalla scuola è arrivata una replica firmata dal Collegio dei docenti: “La notizia non è veritiera in quanto nessun banco è stato incendiato”, si leggeva nella nota, pubblicata il 24 gennaio insieme al nostro rilievo: il fatto che un banco sia stato cosparso di amuchina infiammata con un accendino lo abbiamo verificato ed è stato confermato da docenti, membri del Consiglio di Istituto e amministratori comunali.
Poi il 25 gennaio sul sito dell’Istituto ‘Montalcini’ è comparsa una lettera aperta redatta, come si legge al termine del testo, dal Collegio dei docenti all’unanimità dei presenti. Senza firme. La riportiamo integralmente.
Il Collegio docenti dell’I. C. Rita Levi Montalcini di San Giorgio del Sannio, guidato dalla dirigente prof.ssa Anna Polito, riunitosi il 25 gennaio del corrente anno, intende mostrare il proprio disappunto per quanto accaduto in seguito alla notizia diffusa dal Il Sannio Quotidiano riguardante un fantomatico incendio di un banco ad opera di un alunno. Tali precisazioni si rendono necessarie al fine di fornire una corretta informazione e contrastare la diffusione incontrollata su social e mezzi di stampa di una fake news. Il diritto di cronaca è certamente una priorità nel mondo della comunicazione, nonché un dovere da parte degli operatori del settore ma altro è, invece, fornire notizie distorte e fuorvianti a danno della comunità scolastica che, in un periodo emergenziale molto delicato, lavora con dedizione al fine di garantire un servizio educativo equo e inclusivo. Premesso ciò, priorità di codesta Istituzione è certamente quella di fornire i dovuti chiarimenti soprattutto nel rispetto e tutela di un minore oggetto della notizia non verificata. Pertanto si afferma con certezza che nessun banco ha riportato danni a seguito di tentativi di incendio. Lontani da qualsiasi intento polemico, si ribadisce che quanto indicato dagli articoli in oggetto non corrisponde all’accaduto. In qualità di educatori, con passione e dedizione, guidiamo riflessioni e diffondiamo buone pratiche di comportamento al fine di formare futuri cittadini consapevoli delle conseguenze delle proprie azioni. La realtà scolastica non può essere oggetto di racconti privi di riscontro oggettivo confronto con le rappresentanze quali il dirigente scolastico. Il caso vuole che ciò sia avvenuto in tempo di iscrizioni e che la notizia sia stata diffusa con facilità e superficialità al solo fine di ledere l’immagine della scuola nel vano tentativo di generare sfiducia nei confronti della comunità educante. L’unico esito che ha sortito l’autore della notizia, invece, è stato quello di ferire l’emotività di un alunno che si è trovato ad essere bersagliato e sottoposto alla gogna mediatica al punto tale di rifiutarsi di rientrare a scuola sentendosi ridicolizzato e giudicato. Il nostro invito, dunque, a ricordare che gli attori che ruotano intorno alla scuola sono molti ma i protagonisti rimangono sempre i bambini/ragazzi con i loro bisogni e desideri e anche fragilità. Il mondo della scuola dovrebbe essere lontano da qualsiasi tipo di strumentalizzazione e tentativo di uno scoop mal riuscito. Qualora l’accaduto si fosse realmente verificato, nelle modalità e con le conseguenze menzionate, certamente sarebbero state attivate le procedure opportune previste dalla normativa vigente. Si consideri che quanto accaduto può risultare destabilizzante per un adolescente che si vede improvvisamente protagonista di un fatto di cronaca. Pertanto ci si riserva di sottoporre l’accaduto al vaglio del Consiglio d’istituto e sottoporre i fatti alle autorità competenti coerenti con le finalità del nostro Istituto che mira ad essere per le giovani generazioni volano di legalità e strumento di contrasto al bullismo e cyberbullismo. Il Collegio dei docenti, nella seduta del 25 gennaio 2022, con delibera n. 54, determina di costituirsi parte lesa per le notizie non veritiere diffuse a mezzo stampa e sui social network, considerata la ricaduta emotiva negativa delle stesse sul minore. Tale scelta a tutela dell’attività didattica e formativa promossa quotidianamente per favorire l’inclusione di tutti gli alunni nella loro crescita. La scuola prioritariamente, come finalità sancita, ha il dovere di tutelare tutti e ciascuno
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E’ opportuno rispondere, a cominciare dal cuore della questione. Ribadiamo: come ci hanno confermato docenti, esponenti del Consiglio d’Istituto e amministratori comunali, il ragazzo ha gettato amuchina sul banco e con un accendino ha dato fuoco al liquido. Tanto è stato riportato nel servizio del 22 gennaio. La corretta informazione si fa attraverso le verifiche, che in questo caso non sono mancate, dunque lasciamo volentieri le fake news ad altri. E di certo non rispondiamo di quanto si scrive sui social. Facciamo fatica a capire dove sia distorta e fuorviante la notizia, anche perché nessuno ha mai menzionato un banco danneggiato. Anzi, si parla di vicenda finita senza conseguenze. Non si può soprassedere sull’insinuazione che l’articolo sia stato scritto per indebolire l’Istituto in vista di nuove iscrizioni. Un’affermazione del genere non richiede solo grande fantasia ma anche scarsa memoria: non c’è stato riconoscimento ottenuto dall’Istituto o novità dell’offerta formativa delle quali Il Sannio Quotidiano non si sia occupato. Sull’edizione del 18 gennaio scorso, per citare l’esempio più recente, è uscita una nota del ‘Montalcini’ relativa alla presentazione di un video girato per parlare di caratteristiche e potenzialità della scuola. Molto più semplicemente l’interesse dei nostri interlocutori, Istituto scolastico compreso, non collide sempre con quello del giornale, che è anzitutto riportare notizie, verificate. Su gogna mediatica e scoop invece soprassediamo, perché nel nostro servizio non c’è traccia della prima e non si può inseguire il secondo con una manciata di righe a fondo pagina. Non abbiamo attaccato la scuola, tantomeno l’alunno, invece il Collegio punta il dito contro un giornalista. Dal momento che l’accusa è frontale, invito il Collegio a non citare a caso il diritto di cronaca, che quotidianamente contempero con le norme deontologiche (in questo caso la Carta di Treviso) nella continua ricerca di equilibrio tra l’articolo 2 e l’articolo 21 della Costituzione, al fine di fornire un’informazione corretta. Per concludere, consci della delicatezza di quanto accade nella sfera scolastica, una volta accertata la veridicità della notizia, il 21 gennaio abbiamo deciso di pubblicare l’articolo. Ci siamo limitati al fatto, utilizzando poche righe, poco in evidenza (ché spazio e posizione in pagina concorrono a delineare chiaramente la gerarchia e il peso delle notizie), senza opinioni. Cosa più importante, senza alcun elemento che potesse condurre all’identità del minore. Un fatto. Che il Collegio impegnato nel “diffondere buone pratiche al fine di formare futuri cittadini consapevoli” ha concorso a trasformare in un caso.