Il centralino dell’Asl sempre occupato o destinato a squillare inesorabilmente vuoto, nessuna chiamata mai, né per eseguire il cruciale tracciamento dei contatti, né soprattutto per rompere quell’odioso isolamento cui costringe il virus e che può essere interrotto solo dai tamponi che certificano la negatività. Insomma l’infezione da Covid-19 che s’incrocia con l’inefficienza della struttura che dovrebbe arginare la diffusione del contagio e agevolare l’uscita dal tunnel di chi si è negativizzato, cioè l’Asl. E’ la storia di Federica, trentenne di San Nicola Manfredi.
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