Attilio Zanchelli, pittore beneventano

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Nell’aprile del 1932 Salvatore De Lucia scrive su Gioventù Sannita che Attilio Zanchelli è un pittore che raggiunge, specie nei fiori e nei paesaggi, una notevole raffinatezza di accordi coloristici. Un po’ più anziano di Nicola Ciletti (1883 – 1967), Zanchelli nasce a Benevento nel 1866, compie i suoi studi a Napoli all’Accademia di Belle Arti, acquisendo i canoni classici della pittura dell’epoca e diventando, per certi versi, uno degli ultimi grandi maestri di paesaggio di scuola napoletana. Dopo gli studi accademici vive per un lungo periodo a Capri, dove raggiunge risultati eccellenti per la sua arte: il paesaggio marino, la natura selvaggia, la luce e i colori dell’isola sono fonti d’ispirazione non di poco conto per un pittore di paesaggio. Flavio Bonanni (1881-1966), bravissimo artista ligure, in occasione della mostra che il Circolo L’Unione di Benevento dedica nel novembre del 1931 allo Zanchelli, scrive “…Spirito errante in cerca di sogni e di brani poetici, beneventano di nascita, dimorante lunghi anni a Capri suo paese d’adozione, ospite all’estero nei centri più intellettuali ed artistici ove ha raccolto onori e consenso di un vasto pubblico cosmopolita, s’immerge ora conquiso, e da qualche anno, tra le dovizie della nostra Riviera orientale: a Rapallo, a Santa Margherita, a Bogliasco; e di questo artistico vagabondaggio, recano chiara testimonianza le sue opere qui esposte, nelle quali le visioni pervase dal profumo della nostalgica solitudine della campagna beneventana si alternano agli angoli solati dell’isola del sole, alle espressioni ben note delle rupi e dei giardini che sulla nostra Riviera si protendono come sfingi sul mare.

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