Emozione derby: il Benevento sogna lo sgambetto al Napoli

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Le luci del palcoscenico piantate addosso, l’aria impertinente del guastafeste, la voglia matta di ritrovarsi in fretta. Magari proprio nella serata più complicata di tutte, contro un avversario come il Napoli che ha dimensione aurea, campioni, talento. E la rabbia di chi, stavolta, lo scudetto non vuole proprio lasciarlo alla Juventus. Occhio, però, perché per una volta gli ultimi proveranno a fare uno scherzetto ai primi: per l’orgoglio, per il piacere di vincere una scommessa apparentemente proibita, ma anche per regalare una piccola scossa di imprevedibilità a un torneo che pare ormai indirizzato verso l’epilogo meno atteso. Sarà dura, ovviamente, ma anche in tempi recenti il Benevento ha saputo scrivere un finale diverso a quelle storie che sembrano già scritte, ma che in realtà scritte non sono. Ed è ciò che proverà a fare anche oggi la Strega, in questo inedito derby campano che mette di fronte due formazioni dai sogni e dalle ambizioni completamente diverse, sottolineati dall’abissale distacco di 50 punti in classifica. Entrambe vogliono tentare di rendere realtà quel pensiero stupendo che accarezza la loro stagione: da una parte chi sogna il tricolore, dall’altra chi invece vuol fare di tutto per regalarsi un’altra chance in massima serie. Da parte sua, dopo le due sconfitte consecutive, il Benevento ha bisogno di dare segnali, di rinfrescarsi l’immagine, ma pure di rilanciare energicamente le proprie azioni. Una sfida impari come questa probabilmente non è l’occasione migliore per riuscirci, ma un tentativo va fatto. Ed è per questo che la Strega scenderà in campo inseguendo il sogno di un’impresa che sarebbe epocale, col grugno sfacciato di chi spera di diventare l’inatteso protagonista di questa serata in cui tutto sembra animarsi a favore degli azzurri, per scalfire il fascino di una capolista che probabilmente non è mai stata così abituata a stazionare nelle postazioni di vertice. Pensare di potersi limitare a sabotare l’iniziativa avversaria sarebbe il passo giusto per avviarsi a una sconfitta inevitabile. Del resto, contro una squadra capace di produrre idee a getto continuo, che ha una grande varietà di soluzioni offensive e una facilità di arrivare in rete impressionante, il rischio di rimanere comunque colpiti è molto alto, a maggior ragione per la peggior difesa del campionato. Contro una macchina da gioco senza crepe apparenti che all’andata massacrò i giallorossi proprio con i suoi straordinari uomini d’attacco (Insigne, Mertens e Callejon), sarà fondamentale la compattezza, per frenare l’impeto dei folletti azzurri, ma pure la capacità di andare a rintracciare energie nervose per animare il proprio passo e tentare di far male all’avversario. Qualche dubbio continuerà ad alimentare l’attesa fino a poche ore dal match. Su sponda giallorossa, s’intende, perché da parte sua Sarri le scelte le ha già fatte: in campo vanno i titolarissimi, così come successo nella gara d’andata. Le incertezze di De Zerbi sono invece legate al modulo: possibile che il tecnico decida per un assetto tattico ibrido, uno schieramento che cambi in base alle fasi di gioco. Per quanto riguarda i nuovi, certo il debutto tra i pali di Puggioni, mentre Tosca dovrebbe partire dalla panchina. Per l’esordio di tutti bisognerà aspettare: una squadra non s’improvvisa mai, ma serve tempo per assemblare gente e nomi figli di una rivoluzione nemmeno tanto silenziosa.

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