Benevento, nei secondi tempi hai dissipato un patrimonio

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Se qualcuno cercasse un istante per raccontare la stagione del Benevento, potrebbe scegliere a caso tra il 45esimo e il 90′ (e oltre) di ogni partita. Dopo l’intervallo, infatti, che spesso e volentieri viene fuori quella Strega distratta, impaurita, sfilacciata e incerta che finisce per vanificare quanto di buono fatto nei primi tempi. Questa squadra fa e disfa con le sue mani perché tutto sommato si comporta bene nei primi 45 minuti (non sempre ovviamente), salvo poi infilarsi in un imbuto nella ripresa, cioè quando bisognerebbe sfoderare gli artigli e mettere in campo la necessaria lucidità per difendere e portare a casa un risultato che sarebbe prezioso. Invece, puntualmente, al rientro dagli spogliatoi il Benevento finisce per smarrirsi. Una sensazione confermata anche dai numeri che rispecchiano l’incertezza e la paura che colpiscono il gruppo giallorosso nella seconda frazione. È proprio dopo l’intervallo che la formazione sannita ha dissipato un patrimonio di punti che potrebbe essere decisivo nella corsa alla permanenza in Serie A. Prendendo in considerazione solo i risultati maturati nei primi 45 minuti, ad esempio, ne verrebbe fuori un quadro decisamente meno preoccupante per il Benevento: i giallorossi, infatti, avrebbero addirittura nove punti in graduatoria e una distanza dalla zona salvezza di appena tre lunghezze, sette in meno rispetto al ritardo realmente accumulato nelle prime quattordici giornate di campionato. Ma il dato è eloquente anche per quanto riguarda i minuti oltre il novantesimo: sì, perché nel recupero gli istanti si allungano fino a diventare esemplari. La coda racconta un’altra storia, consegna un Benevento ancora peggiore di quello che realmente è: senza i minuti di recupero che spesso e volentieri si sono rivelati fatali, infatti, la truppa di De Zerbi avrebbe tre punti, quelli persi con Torino, Cagliari e Sassuolo, e si piazzerebbe a otto lunghezze di distanza dalla zona salvezza. Sono dati che certificano la vera natura dei problemi della formazione sannita ossia l’incapacità di gestire i momenti più complicati di una partita, la mancanza di calma e lucidità che poi sono le virtù di chi si sente all’altezza del compito che dovrebbe portare a termine.

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