A distanza di 46 anni dal suo primo ingresso a Palazzo Paolo V, Luigi Perifano non è più consigliere comunale, avendo presentato ieri mattina le dimissioni (gli subentrerà in avvio della prossima seduta, non quella di stamattina, Gianmarco Musco candidato nella lista Pd e primo dei non eletti). Ma non è che Perifano abbia occupato lo scranno di Palazzo Mosti (sede principale dell’ente dopo il terremoto del novembre ’80) per un periodo così ampio. In consiglio entrò fra i 7 eletti del Partito socialista, lista che all’epoca intercettava il 16,77% del consenso espresso dagli elettori beneventani; il consesso contava 40 consiglieri, la Democrazia cristiana faceva la parte del leone, il 43,59% equivalse alla conquista di 19 seggi. Perifano concluderà la sua prima esperienza quale consigliere comunale nel ’93, con l’avvento di Pasquale Viespoli sindaco, un plebiscito di circa il 72% su Donato Del Mese, candidato sindaco voluto da Mastella e Del Basso De Caro. Dopo appena tre anni, il rientro: fu proposto sindaco, ma non la spuntò contro Viespoli, un altro quinquennio seguito da un lungo stop, sino al 2021: Perifano si ricandiderà alla guida della città, stavolta lo sopravanzerà Mastella al ballottaggio. Totalizzerà 23 anni quale consigliere, sino a ieri. Un addio con polemica il suo, con l’attuale governo nel mirino cui ha indirizzato forti critiche.

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