Ecomondo, Assogasliquidi: “Rischio fuga investimenti per l’industria italiana bioGNL'”

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Rimini, 4 nov. (Adnkronos) – “L’Italia è ad un bivio: può confermarsi tra i leader europei della filiera bioGNL e cavalcare l’attesa crescita del settore di cui si vedono oggi tutte le potenzialità oppure lasciare che siano altri Paesi a raccogliere i frutti del lavoro strategico e infrastrutturale realizzato dalle nostre imprese in meno di 15 anni”. Questo in estrema sintesi il messaggio dell’industria italiana del GNL, rappresentata a Ecomondo da Assogasliquidi ospite dello stand di Federchimica e organizzatrice del dibattito dal titolo: “La competitività del bioGNL nel trasporto pesante stradale e marittimo: l’impegno delle imprese e i fattori abilitanti”.
Un messaggio rivolto al Governo italiano (MIMIT, MASE e MEF) da parte di un settore privato che ha già investito 300 milioni per realizzare una rete distributiva di oltre 180 punti vendita (leader europea) e può contare su una delle filiere di biometano più avanzate del continente grazie anche a risorse pubbliche e investimenti PNRR.
L’Italia però rischia paradossalmente di non beneficiare del valore economico e ambientale generato da questi investimenti sia per la difficoltà a certificare il bioGNL secondo gli schemi ETS, a vantaggio di altri mercati esteri, sia per la quota crescente di bioGNL prodotto in Italia destinata ad altri mercati europei, in particolare alla Germania, dove esistono condizioni economiche più favorevoli per il suo utilizzo.
Alla base di questo differenziale competitivo c’è la THG-Quote, sistema che obbliga gli operatori che immettono in consumo carburanti fossili a ridurre progressivamente le emissioni di gas serra associate ai carburanti commercializzati e che valorizza in maniera significativa la molecola bioGNL. Gli obbligati possono raggiungere gli obiettivi introducendo carburanti rinnovabili oppure acquistando certificati generati dalle riduzioni effettive di CO₂ da altri soggetti. Ciò crea una domanda strutturale di carburanti a basse emissioni e valore economico per ogni tonnellata di CO₂ evitata.
“Si tratta di un meccanismo che contribuisce ad abbattere il prezzo finale del bioGNL – conferma Costantino Amadei Presidente del Gruppo GNL di Assogasliquidi – che premia i prodotti con la minore intensità carbonica, come il bioGNL ottenuto da reflui zootecnici e sottoprodotti agricoli. In Germania il prodotto costa fino a tre volte meno che in Italia. Servono misure per fermare la fuga degli investimenti”. Il risultato è che la rete distributiva nazionale di GNL scende sotto la soglia di sostenibilità economica e gli sbocchi di domanda a maggior valore — marittimo e trasporto stradale.
Le proposte di Assogasliquidi
Per evitare che il valore economico generato dagli incentivi italiani venga trasferito all’estero, si propone un confronto tecnico per rafforzare la competitività del bioGNL italiano e costruire una domanda interna in grado di valorizzare la produzione nazionale: un sistema di valorizzazione della CO₂ evitata, capace di premiare il bioGNL al momento del consumo, sulla scia delle migliori esperienze europee.
Sul piano regolatorio, si sollecitata una semplificazione delle procedure di certificazione per consentire al bioGNL italiano di essere pienamente utilizzabile nei mercati collegati all’EU ETS1, all’ETS2 e al regolamento FuelEU Maritime, dove il valore ambientale della molecola può essere maggiormente riconosciuto.

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