Turismo, Maestri dell’Accoglienza di Airbnb: un pediatra, un’assistente sociale e un Superhost di 25 anni

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Milano, 4 nov. – (Adnkronos) – Un pediatra in Sicilia, un’assistente sociale sul Lago di Como, un giovane Superhost di 25 anni in Puglia, un’infermiera in un borgo di montagna e una ex designer nel Chianti: percorsi diversi, accomunati dallo stesso impegno, accogliere le persone e far conoscere il proprio territorio. Sono loro i protagonisti della seconda edizione dei Maestri dell’Accoglienza di Airbnb, il riconoscimento dedicato agli host che rappresentano il meglio dell’ospitalità italiana. Un’occasione per dare voce alle persone che rendono speciale una community di Superhost sempre più grande: secondo i dati interni di Airbnb, tra giugno 2025 e giugno 2026, i Superhost italiani sono aumentati del +16%. Sono i piccoli territori, soprattutto, a distinguersi anche per la qualità dell’accoglienza: nei comuni sotto i 30.000 abitanti, il 39% degli annunci raggiunge le valutazioni più alte, contro il 33% nei centri più grandi. Un’ospitalità che genera valore anche per le comunità locali: nel 2025, gli ospiti Airbnb nei piccoli comuni hanno generato 346 milioni di euro di spesa diretta, di cui 143 milioni nel settore della ristorazione, 100 milioni nello shopping e 61 milioni nei trasporti. Attraverso gli effetti moltiplicatori, questa spesa diretta ha attivato un totale di 836 milioni di euro di produzione economica .
Dalla Sicilia alla Lombardia, passando per la Toscana e la Puglia, i cinque vincitori raccontano altrettanti modi di far sentire gli ospiti a casa. La novità di quest’anno è la categoria ‘Miglior host emergente’, che premia chi, pur avendo iniziato a ospitare da poco, si distingue per risultati eccellenti, dimostrando che per accogliere bene contano la passione e la visione, non solo gli anni di esperienza. Le altre categorie sono ‘Tesoro nascosto’, dedicata agli host che valorizzano luoghi fuori dai circuiti turistici di massa e fanno scoprire agli ospiti le mete che non si trovano facilmente; ‘Ospitalità eccezionale’, che premia la cura e l’attenzione esemplare verso gli ospiti; ‘Miglior alloggio per famiglie e gruppi’, dedicata agli alloggi pensati per stare insieme, con spazi confortevoli e attenzioni che rendono il soggiorno facile e speciale per grandi e piccini; e ‘Miglior alloggio qualità-prezzo’, che valorizza un’accoglienza di qualità a prezzi accessibili.
“Viaggiare non significa soltanto visitare un luogo, ma entrare in contatto con le persone che lo rendono unico. Gli host, con la loro conoscenza del territorio e la voglia di condividerlo, permettono agli ospiti di vivere l’Italia da una prospettiva più autentica, scoprendone storie, tradizioni e luoghi inaspettati. Con I Maestri dell’Accoglienza vogliamo dare voce a queste persone e al valore dell’ospitalità nel creare legami e opportunità per le comunità locali”, commenta Matteo Sarzana, Country Manager Airbnb per l’Italia e il Sud Est Europa.

Ma chi sono i cinque host che si sono aggiudicati il riconoscimento? A Noceno, piccolo borgo della Val Muggiasca, Innocenta, infermiera di professione, ha dato nuova vita alla casa dei suoi avi, un tempo osteria di famiglia, trasformandola nel Rifugio Como Lake. Niente bar, niente locali, solo boschi e stelle: a 800 metri di altitudine si nasconde un volto inaspettato del Lago di Como. Dal suo debutto su Airbnb nel 2025, il rifugio (entrato a far parte del 5% dei migliori alloggi del Lago di Como) ha già accolto viaggiatori da tutto il mondo, dagli Stati Uniti all’Indonesia, portandoli alla scoperta di un territorio lontano dai circuiti più battuti. “Ogni volta che qualcuno si innamora di questi boschi, sento che una piccola parte del mio sogno si è realizzata”, racconta Innocenta. A Ostuni, in Puglia a soli 25 anni, Fabio ha trovato nell’ospitalità la sua strada professionale, diventando Superhost in meno di dodici mesi. Laureato in Scienze Gastronomiche e con un’esperienza nel mondo della ristorazione, si è avvicinato quasi per caso all’ospitalità, iniziando ad aiutare il fratello nella ristrutturazione di un trullo tradizionale nella campagna di Ostuni. Quello che era nato come un progetto di famiglia si è presto trasformato in una vera e propria professione: oggi gestisce Trullo Luceri, dove nel suo primo anno da host ha accolto centinaia di viaggiatori internazionali, ottenendo una valutazione di 5 stelle. Un risultato che riflette il suo modo di intendere l’ospitalità, fatto di attenzione ai dettagli, accoglienza personalizzata e desiderio di offrire agli ospiti un’esperienza autentica, legata alle tradizioni e ai sapori della Valle d’Itria. “A 25 anni non sempre sai quale strada prendere. Diventare host mi ha aiutato a trovare la mia”, racconta Fabio.
A Cefalù, in Sicilia, Da studente di Medicina a Superhost, per Antonio, l’ospitalità è una passione che dura da oltre dieci anni. Pediatra di professione, ha iniziato a ospitare su Airbnb a diciott’anni per mantenersi agli studi, aprendo ai viaggiatori la casa dei nonni a Cefalù, in un palazzo settecentesco vicino alla Cattedrale, patrimonio Unesco. Oggi accoglie personalmente gli ospiti con un benvenuto che sa di casa e di Sicilia: un’arancina, un gelato e aperitivi in terrazza, costruendo rapporti che spesso durano oltre il soggiorno. “L’ospitalità eccezionale è far sentire ogni ospite parte di una storia”, racconta Antonio. A San Casciano in Val di Pesa, Toscana, un casolare del XVI secolo nel cuore del Chianti, pensato per far ritrovare famiglie e gruppi di amici. Beatrice, ex designer e Superhost da 14 anni, ha trasformato l’antica dimora in Vichiaccio Country House, un casale immerso tra i vigneti che può accogliere fino a 11 persone. Dalla grande cucina con camino, cuore della casa, alla vasca idromassaggio e al parco giochi, ogni spazio è pensato per condividere momenti insieme. Un intero piano è inoltre accessibile anche alle persone con disabilità, a testimonianza di un’idea di ospitalità attenta alle esigenze di ogni ospite. “Ho smesso di girare il mondo: oggi il mondo viene a casa mia, con Airbnb”, racconta Beatrice. Infine, a Sueglio, in Lombardia da casa delle suore a rifugio per giovani viaggiatori: a Sueglio, l’ospitalità accessibile dà nuova vita a un luogo del passato. Claudia, assistente sociale, ha recuperato insieme alla socia Valentina l’edificio dove da ragazza trascorreva le vacanze con la parrocchia. Oggi La Casa di Sueglio offre otto camere prenotabili anche singolarmente, prezzi contenuti e spazi comuni, attirando giovani viaggiatori alla scoperta della Valvarrone. “Oggi è tornata ad accogliere giovani, proprio come faceva allora”, racconta Claudia.

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