Due cambi tra Arezzo e Catanzaro, cinque nella successiva trasferta di Cremona. È soprattutto nella distribuzione delle energie che il Benevento sembra aver mostrato qualche limite nella gestione del primo ciclo di tre partite in sette giorni. Una questione di scelte, certo, ma anche di tempistiche e di opportunità. Sia chiaro, quando il calendario impone di giocare ogni tre o quattro giorni, il turnover diventa quasi una necessità, ma non per questo deve trasformarsi in una rivoluzione della formazione.Il primo segnale era arrivato già nel passaggio dalla trasferta di Arezzo alla gara casalinga con il Catanzaro. Floro Flores aveva operato soltanto due cambi, uno dei quali obbligato per l’infortunio di Pierozzi, sostituito da Sernicola. L’altra novità aveva riguardato il reparto offensivo, con Okereke, titolare in Toscana, lasciato in panchina al ‘Vigorito’. Una scelta arrivata dopo una trasferta tutt’altro che agevole sul piano logistico: la squadra era rimasta in Toscana anche il giorno successivo alla partita per svolgere l’allenamento, prima di rientrare in città e preparare la sfida con i calabresi. Un programma che aveva inevitabilmente ristretto i tempi a disposizione per recuperare e lavorare.
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