Corbo (Polimi), “L’Innovazione digitale e Ia strumenti per qualità della filiera della mozzarella bufala”

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Sorrento, 30 ott. – (Adnkronos) – “La filiera della mozzarella di bufala, così come quelle degli altri prodotti di qualità, si trova ad affrontare numerose sfide. Innanzitutto quelle legate alla sostenibilità economica, con costi sempre più elevati per il settore, ma anche alla sostenibilità ambientale, alle pressioni normative e all’impatto della burocrazia. Le sfide sono tante e l’innovazione, in particolare quella digitale, di cui oggi si parla sempre più spesso, può offrire un importante supporto al comparto per affrontarle”. Così Chiara Corbo, direttrice dell’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano e dell’Università degli Studi di Brescia, a margine del World Buffalo Congress, che si conclude oggi a Sorrento con una giornata dedicata alla Mozzarella di Bufala Campana Dop.
Quanto alle aziende campane, Corbo sottolinea che “ci sono già tante realtà che si stanno facendo portatrici di innovazione. Tuttavia, il contesto dell’agricoltura italiana e, in particolare, del Sud Italia presenta caratteristiche specifiche. A fronte di innovazioni sempre più disponibili sul mercato, bisogna creare le condizioni affinché possano trovare spazio all’interno delle aziende. Nel Mezzogiorno, e anche in Campania, operano realtà profondamente diverse da quelle zootecniche del Nord Italia: sono aziende più piccole e frammentate, con allevamenti meno intensivi. Caratteristiche che incidono anche sull’approccio all’innovazione e sulla capacità di investimento. C’è quindi ancora da lavorare per costruire le condizioni necessarie a un’adozione sostenibile di queste innovazioni”.
Innovazione che, tuttavia, non significa rinunciare alla tipicità del prodotto. “Assolutamente no. Il know-how e il sapere dell’allevatore e del produttore restano fondamentali. Le innovazioni digitali e l’intelligenza artificiale, di cui oggi si parla tanto, non devono essere considerate un obiettivo, ma strumenti per raggiungere traguardi più ampi: salvaguardare la qualità del prodotto, garantire la sostenibilità economica, ambientale e sociale e migliorare le condizioni di lavoro di tutto il settore”.

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