Il drago segreto della Cina è in orbita. Cosa rivela la foto che preoccupa l’intelligence Usa

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Roma, 30 ott. (Adnkronos) – Per fotografarlo è servita una spia spaziale. Il 28 maggio 2024, a circa 90 chilometri di distanza, un satellite commerciale americano ha immortalato uno degli oggetti più misteriosi in orbita attorno alla Terra: un piccolo shuttle cinese, senza equipaggio, con ali triangolari, un vano di carico e pannelli solari spiegati nello spazio. La fotografia è rimasta fuori dalla portata del pubblico, ma la Defense Intelligence Agency (DIA), l’intelligence militare del Pentagono, .
Il protagonista è quasi certamente Shenlong, il “Drago Divino”, come viene comunemente chiamato in Occidente. Un nome che Pechino non ha ufficialmente confermato, così come non ha mai spiegato fino in fondo cosa faccia la sua navetta una volta lasciata la Terra.
Lo Shenlong è uno spazioplano riutilizzabile: parte a bordo di un razzo Long March 2F, entra in orbita, può rimanervi per mesi e infine rientra nell’atmosfera atterrando su una pista, come un aereo.
Il principio è simile a quello dell’X-37B, la navetta robotica sviluppata da Boeing e utilizzata dalla Space Force americana, le cui missioni sono a loro volta coperte dal segreto militare.
Dal primo volo, nel settembre 2020, la Cina ha condotto quattro missioni. La prima appena due giorni, la seconda 276, la terza 268. La quarta è iniziata il 7 febbraio 2026 ed è ancora in corso. La fotografia appena diffusa, scattata durante la terza missione, rivela una somiglianza sorprendente con il mezzo americano, compreso il modulo posteriore dotato di pannelli solari.
Ma Shenlong, esattamente, cosa fa lassù?
Durante le sue missioni, lo spazioplano ha ripetutamente liberato piccoli oggetti in orbita e condotto manovre di avvicinamento. Nel giugno 2026, secondo un’inchiesta di Reuters sui dati della società americana LeoLabs, ha rilasciato un piccolo satellite che ha manovrato nelle vicinanze di un altro oggetto cinese prima di tornare verso la navetta.
Successive analisi dei tracciamenti orbitali indicano che il veicolo avrebbe effettuato operazioni di rilascio e recupero anche nei mesi seguenti.

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