Firenze, 27 ott. (Adnkronos) – Il biometano prodotto dal biodigestore di Casa Sartori, a Montespertoli, entra direttamente nella rete nazionale del gas. Sono stati completati i lavori per il collegamento dell’impianto alla rete Snam, un intervento da quasi 5 milioni di euro che consente di superare il precedente sistema di trasporto del biometano attraverso carri bombolai, riducendo il traffico di mezzi pesanti sul territorio e valorizzando in modo più efficiente l’energia rinnovabile ottenuta dal trattamento dei rifiuti organici. La nuova infrastruttura è già operativa e in fase di marcia controllata per le necessarie verifiche e tarature. Il collegamento rappresenta un ulteriore passo nello sviluppo del polo impiantistico di Casa Sartori, dove i rifiuti organici raccolti nei Comuni delle province di Firenze, Prato e Pistoia vengono trasformati in biometano e compost, restituendo al territorio energia e materia recuperata.
L’intervento, avviato il 23 luglio e concluso il 18 settembre 2026, ha previsto la realizzazione di circa 480 metri di tubazione per il collegamento alla rete Snam. Le opere hanno inoltre interessato l’adeguamento della sezione di upgrading, nella quale il biogas viene raffinato e trasformato in biometano, la sostituzione del sistema di compressione e la costruzione di una nuova cabina di misura e consegna del gas.
L’investimento per il nuovo collegamento ammonta a 4,7 milioni di euro e porta a circa 80 milioni di euro gli investimenti complessivamente realizzati nel polo impiantistico di Casa Sartori. Il nuovo sistema è dimensionato per immettere nella rete fino a 35.200 standard metri cubi di biometano al giorno, corrispondenti alla capacità massima di produzione dell’impianto.
Uno dei benefici più immediati della nuova infrastruttura riguarda la viabilità locale. Fino a oggi il biometano prodotto nell’impianto veniva caricato su carri bombolai e trasportato su strada. Con l’immissione diretta nella rete Snam questi trasporti non saranno più necessari, eliminando il transito di circa sei carri bombolai al giorno e oltre 2.000 l’anno sulle strade del territorio di Montespertoli. Il nuovo sistema consentirà inoltre di evitare le perdite di produzione legate ai tempi di sostituzione dei carri, migliorando l’efficienza complessiva dell’impianto e rendendo più continua la valorizzazione del biometano prodotto.
Il collegamento diretto alla rete nazionale consentirà inoltre di aumentare sensibilmente il valore economico del biometano prodotto. Rispetto al precedente sistema di trasporto attraverso carri bombolai, che permetteva una valorizzazione di circa 0,44 euro per metro cubo, l’immissione diretta in rete porta questo valore a circa 0,90 euro, più che raddoppiandolo. A chiudere la filiera sarà Estra, che venderà il metano di Casa Sartori ai propri clienti. Con i 9,5 milioni di metri cubi annui di produzione attesi a pieno regime, potrà rifornire circa 12.000 utenze domestiche del territorio.
Nel 2025 l’impianto di Casa Sartori ha trattato circa 115.000 tonnellate di rifiuti organici. Nei primi nove mesi del 2026 i quantitativi trattati sono stati 95.600 tonnellate, con una previsione di raggiungere le 135.000 tonnellate entro la fine dell’anno. Con questi volumi, Casa Sartori tratterà quasi il 70% dei rifiuti organici prodotti nel territorio dell’Ato Toscana Centro, confermandosi un’infrastruttura fondamentale per l’autosufficienza impiantistica e la valorizzazione dei rifiuti raccolti nei Comuni dell’area. Da gennaio a settembre 2026 sono stati prodotti 5,2 milioni di standard metri cubi di biometano. La produzione complessiva prevista per il 2026 è di circa 6,5 milioni di metri cubi, equivalenti a 69,5 milioni di kWh di energia rinnovabile. Il biodigestore utilizza un processo di digestione anaerobica che permette di ricavare biogas dalla frazione organica dei rifiuti urbani. Il biogas viene successivamente sottoposto a un processo di purificazione, denominato upgrading, per ottenere biometano con caratteristiche idonee all’immissione nella rete del gas. Il trattamento della componente organica consente inoltre di produrre compost destinato all’impiego in agricoltura.


