Svelato il Tour de France 2027, partenza da Edimburgo ed epilogo sui Pirenei

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Parigi, 22 ott. (Adnkronos) – Una partenza da Edimburgo in Scozia, due cronometro individuali e un epilogo atteso sui Pirenei, prima della passerella di arrivo sugli Champs-Élysées. Questo il percorso del Tour de France 2027, svelato oggi a Parigi, che offre un terreno adatto ad ogni tipo di corridore, con l’obiettivo dichiarato di “rimescolare le carte”. Questa 114a edizione prenderà il via dalla capitale scozzese venerdì 2 luglio – la quinta partenza dall’estero negli ultimi sei anni -per concludersi tre settimane dopo sugli Champs-Élysées a Parigi, includendo per la terza volta consecutiva il passaggio sulla Butte Montmartre, ormai diventato un tratto iconico. Negli ultimi due anni, il finale sul pavé di rue Lepic ha assunto le sembianze di una classica, regalando duelli spettacolari tra i migliori ciclisti al mondo, tra cui Wout van Aert, Mathieu van der Poel e Tadej Pogačar, cinque volte vincitore del Tour. Questo spirito tipico delle classiche caratterizzerà l’intera prima parte del Tour 2027, a cominciare dalle tre tappe iniziali nel Regno Unito – in Scozia e in Inghilterra – e in particolare dall’ultima, che porterà i corridori a Cardiff.
“Il Galles è come la Liegi-Bastogne-Liegi. I primi dieci giorni sono pensati per favorire un continuo cambio di maglie”, spiega Christian Prudhomme, direttore del Tour, che in un’intervista all’Afp ribadisce la sua “volontà di rimescolare le carte, creando un terreno che offra opportunità a tutti”. Questa logica prosegue fin dall’arrivo in Francia – ripercorrendo, sottolinea Prudhomme- , “il cammino inverso rispetto a quello di Guglielmo il Conquistatore mille anni fa” per la conquista dell’Inghilterra – con una tappa nel Cotentin, lungo l’oceano. “Thierry Gouvenou (l’ideatore del percorso) ha confidato di non aver mai visto prima una tappa con così tanti chilometri lungo il mare. È pensata per i ‘puncheur’, sulla falsariga delle tappe di Rouen ou Boulogne del 2025”.

Anche le tappe con arrivo a Plumelec e a Le Creusot, che prevedono l’ascesa al Signal d’Uchon, si preannunciano troppo impegnative per i velocisti. La prima delle due prove a cronometro in programma è prevista per la settima tappa, tra Blois e Chambord. “È la crono dei castelli: magnifica, 38 chilometri completamente pianeggianti”, afferma Prudhomme. Segue quella di Tolosa, all’inizio della terza settimana: un tracciato lineare di 33 chilometri che include però la ripidissima salita di Pech David, una scoperta recente. Si arriva così a un totale di 71 chilometri, la distanza complessiva maggiore dal 2012; un dato che farà certamente la gioia del grande specialista della disciplina, Remco Evenepoel, secondo classificato alle spalle di Pogačar l’anno scorso. Per quanto riguarda l’alta montagna – con un totale di 28 colli – bisognerà attendere l’arrivo al Grand Colombier, durante la nona tappa, prima di due frazioni sulle Alpi.
Queste ultime si preannunciano estremamente insidiose, in particolare per la doppia scalata della salita di Domancy – sede, a settembre, della prova in linea dei Campionati del Mondo – e per l’arrivo, il giorno seguente, a Les Saisies. Si nota però l’assenza di una salita mitica, del calibro del Galibier, dell’Izoard o dell’Alpe d’Huez. “Se si vogliono scoprire altri valichi, bisogna accettare il fatto che non ci siano sempre i più celebri”, sostiene il direttore del Tour. “Significa anche uscire dai sentieri battuti. Ci sono stati anni in cui non figuravano né il Galibier, né il Tourmalet, né l’Alpe d’Huez, né il Ventoux. In questa edizione troveremo i valichi del futuro, altrettanto temibili. E ci sarà il Tourmalet”. Il gigante dei Pirenei sarà il fulcro di quella che si preannuncia come la tappa regina, la diciottesima: un percorso che include il Col du Soulor, il Tourmalet, la Hourquette d’Ancizan e l’ascesa finale verso Saint-Lary-Soulan, al Col du Portet – il punto più alto del Tour (2.215 m) – per un dislivello complessivo di 5.400 metri. La penultima frazione, con arrivo a Libourne, sarà terreno per i velocisti, prima del gran finale del giorno successivo a Parigi, che vedrà il ritorno della Butte Montmartre, ormai diventata una delle principali attrazioni del Tour de France.

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