Roma, 15 ott. (Adnkronos) – “Oggi la prima sfida dell’Unione Europea è tenere la barra dritta sul Green Deal, sugli obiettivi climatici che sono sempre più indispensabili vista l’accelerazione del surriscaldamento, in un contesto da incubo. Mi riferisco non solo all’aggressione russa all’Ucraina o la guerra degli Houthi che si è riaperta in Arabia Saudita con tutte le conseguenze per quanto riguarda diesel, carburante per aerei e gas, ma anche al contesto di guerra ibrida”. Così Carlo Corazza, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, nel suo intervento al convegno Adnkronos Q&A ‘Sostenibilità, le nuove parole chiave’, in corso al Palazzo dell’Informazione a Roma, ricordando come il Parlamento europeo abbia evidenziato che “non è solo la Russia a farci la guerra ibrida, ma anche la Cina, l’Iran, la Corea del Nord. Dobbiamo, quindi, saperci difendere su più fronti e il Green Deal si deve necessariamente oggi coniugare con l’autonomia strategica europea”.
“Serve conciliare le esigenze del taglio delle emissioni con quelle di sicurezza. Ma senza una base industriale forte, l’Europa non può essere indipendente ed è sempre più ricattabile”. Per “non essere ricattabili” serve “una politica di Green Deal che ponga attenzione alle materie prime strategiche, all’approvvigionamento e a come sostituire quelle che sono sotto il controllo quasi monopolistico della Cina”, sottolinea Corazza. Bisogna “cercare di rallentare l’invasione di auto ibride cinesi – c’è stato un accordo qualche giorno fa che limita le importazioni a 350.000 all’anno – Quanto all’Ets, probabilmente non ci sarà una riduzione, è chiaro tuttavia che ha un impatto sul costo dell’energia e in qualche modo penalizza la base manufatturiera europea in un momento in cui non possiamo permettercelo”.



