Giornata sicurezza cure in medicina estetica, Cavallini (Agorà): “E’ atto medico”

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Roma, 13 ott. (Adnkronos Salute) – “La medicina estetica è, prima di tutto, medicina. La capacità di rendere armonico un viso deriva inevitabilmente dalla formazione del medico che, conoscendo i processi di invecchiamento, l’evoluzione dei cambiamenti anatomici, può pianificare un trattamento armonico. Essendo un atto medico deve avere tutte le attenzioni del caso: una visita, una corretta anamnesi e il trattamento appropriato in un luogo adeguato. Il paziente ha il diritto a un trattamento che non sia soltanto efficace, ma anche sicuro e noi, come società scientifica, abbiamo il dovere di garantirlo”. Così Maurizio Cavallini, specialista in Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica e presidente di Agorà, Società italiana di medicina a indirizzo estetico, in occasione della prima Giornata nazionale per la sicurezza delle cure in medicina estetica, in programma domani, mercoledì 14 ottobre, spiega le finalità dell’iniziativa dedicata alla tutela della salute, alla prevenzione del rischio clinico e alla diffusione di una maggiore consapevolezza tra i cittadini che si avvicinano ai trattamenti medico-estetici.
 
“La salute del paziente non può essere subordinata a logiche promozionali o commerciali – continua Cavallini – Abbiamo quindi deciso di dedicare questa giornata alla sicurezza e abbiamo approntato un decalogo con dieci regole che possono aiutare il paziente a compiere una scelta consapevole del medico, del prodotto, dell’ambiente in cui si sottopone al trattamento, eccetera. In più, abbiamo attivato anche un help desk gratuito, al quale i pazienti possono rivolgersi per chiedere informazioni relative a queste procedure. Ovviamente è un help desk terzo e autorevole per orientare la persona a porre le giuste domande durante la visita, comprendere le garanzie necessarie sui presidi iniettivi – i più utilizzati sono l’acido ialuronico e il botulino – e gestire correttamente il post-trattamento”.
 
Tra le dieci raccomandazioni stilate dalla società scientifica “la prima è affidarsi a un medico e, possibilmente, a un medico che abbia una formazione in medicina estetica – illustra Cavallini – Oltre quindi a essere medico, deve aver seguito un percorso formativo universitario, quindi essere specialista in chirurgia plastica o dermatologia, oppure aver frequentato le scuole di formazione come quella quadriennale di Agorà, a Milano, o quella della Sime, a Roma, scuola postuniversitaria riconosciuta dal ministero. La seconda raccomandazione – continua – è assicurarsi che il trattamento sia un atto medico. Deve quindi essere preceduto da una visita e da una valutazione delle condizioni generali perché non tutti possono essere sottoposti a trattamenti, per vari motivi. Come atto medico deve essere valutato attraverso una visita medica, non un consulto online o telefonico. Deve essere effettuata una visita – rimarca lo specialista – Il terzo punto è l’informazione: il paziente deve avere la garanzia di ricevere informazioni sul trattamento che deve fare, sui prodotti, sulla loro tracciabilità e sulla loro autorizzazione”. Un altro requisito importante riguarda la piena capacità “di prevenire e gestire tempestivamente le eventuali complicanze”.

 
L’Italia “è nella top five mondiale per numero di trattamenti iniettabili eseguiti ogni anno – sottolinea Cavallini – Si tratta di un numero rilevante di persone che richiedono questi trattamenti il cui intento è di donare loro armonia, non di stravolgerle, non cambiare i connotati. Il nostro compito è aiutare queste persone ad affrontare un processo di invecchiamento che è inarrestabile, ma che può essere accompagnato, non combattuto. Non dobbiamo combattere l’invecchiamento – puntualizza – perché altrimenti rischiamo di ottenere effetti innaturali. Dobbiamo accompagnarlo, quindi avere la capacità di gestirlo, affinché una persona possa invecchiare in maniera armonica e bilanciata. Questo è un po’ il cambiamento che anche i pazienti avvertono negli ultimi tempi e che richiedono”.

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