Rubriche – Il banchiere di Benevento in una lettera inedita del ‘500 conservata a Madrid

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Per chi come me condivide una passione per la ricerca storica, non c’è emozione paragonabile a quella di esplorare gli archivi, i musei e le biblioteche digitali di tutto il mondo. Il mio obiettivo è sempre lo stesso: seguire le tracce, i frammenti e le storie di uomini o cose che legano il passato profondo alla mia amata città natale, Benevento. Ed è stato proprio durante una di queste «navigazioni» virtuali tra i tesori della Biblioteca Nazionale di Spagna a Madrid che i miei occhi si sono posati su un documento eccezionalmente conservato. Un pezzo di storia rimasto finora nell’ombra, che oggi desidero riportare a nuova luce.
In calce a quella lettera cinquecentesca compare la firma «Jo: Leonardo di Benevento».
Leggendo questo lettera e incrociando i dati con i bollettini della Commission royale d’histoire belga, mi sono trovato davanti al ritratto economico di un sagace mercante e banchiere d’affari attivo nelle Fiandre, il cuore pulsante dell’economia europea dell’epoca.
La lettera scovata a Madrid, scritta di suo pugno a un misterioso «Illustrissimo Monsignore», ci catapulta nel momento più drammatico e umano della sua carriera. Non conosciamo con certezza l’identità del destinatario; considerati però i rapporti di Leonardo con l’ambiente farnesiano, si può formulare, con prudenza, l’ipotesi che il destinatario appartenesse a quell’ambiente, forse allo stesso cardinale Alessandro Farnese.

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