“Leggo con attenzione, e con un certo rammarico, le domande poste dai consiglieri di opposizione. Rammarico perché, dietro la forma dell’interrogativo, si intravede un metodo che conosco bene e che ho sempre respinto: quello che trasforma un’inchiesta in corso in una sentenza anticipata e il sospetto in strumento di lotta politica”. Clemente Mastella ribatte ai quattro consiglieri di minoranza, che hanno riproposto il caso della manifestazione tenutasi al teatro De La Salle nel corso della campagna elettorale per le elezioni regionali. Evento promosso dall’allora dirigente Santamaria, con la presenza sul palco pure del collega Maurizio Perlingieri, oltre ai nominativi di Antonella Moretti e Antonella Matticoli ben visibili sul tabellone elettronico.
“Voglio essere chiaro, per rispetto della città prima ancora che dei miei interlocutori: non sono indagato, e non lo è nessuno degli assessori della mia Giunta. Non ho nulla da chiarire, perché sono del tutto estraneo a qualsiasi eventuale attività illecita. La magistratura sta facendo il suo lavoro, con serietà, e ha tutta la mia fiducia. È a lei, e solo a lei, che spetta accertare fatti e responsabilità, non alle conferenze stampa né ai titoli di giornale. Chi mi conosce sa che non parlo di garantismo per convenienza. Da Ministro della Giustizia, di fronte a indagini formali, mi dimisi immediatamente, senza esitazioni, per tutelare l’istituzione che rappresentavo. Quelle indagini si sono poi rivelate infondate. Ho pagato un prezzo personale e politico altissimo, e proprio per questo non accetterò mai, né per me né per altri, che la presunzione di innocenza diventi un optional a seconda della convenienza del momento”.

No al giustizialismo
Quindi, il sindaco aggiunge: “Oggi la situazione è ben diversa: non c’è alcun procedimento a mio carico. Eppure si pretende che io risponda di ipotesi, accostamenti e fotografie di una serata elettorale, come se partecipare a un evento pubblico equivalesse a una colpa. Questo non è controllo democratico, è giustizialismo. E il giustizialismo non ha mai reso una città più trasparente, l’ha solo resa più avvelenata. Benevento merita un confronto politico serio, sui problemi concreti e sulle scelte amministrative. Su questo terreno sono sempre pronto a discutere con l’opposizione, nelle sedi istituzionali e alla luce del sole. Sul terreno del sospetto, invece, non mi troveranno”. “Basta con le illazioni e le millanterie. Né a me personalmente – ma questo era acclarato – né ad altri di Noi di Centro è stato dato un euro. Non c’è una mezza verità, non esistono finanziamenti elettorali non registrati”.

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