L’eco di quanto accaduto con l’incendio del 31 agosto è ancora ben evidente e, stando anche alle ultime analisi, non si placa di certo. La salute resta prioritaria e i timori dei cittadini sono giustificabili.
Sotto osservazione restano ambiente, terreni e produzioni agroalimentari dei territori potenzialmente interessati dalla diffusione dei fumi.
Il primo dato che fa scattare ulteriori verifiche riguarda un campione di erba da pascolo destinata all’alimentazione degli animali, prelevato nel territorio di Airola, risultato non conforme nell’ambito dei controlli sulle diossine, evidenza che ha fatto scattare ulteriori approfondimenti.
Il dato è emerso dagli esami condotti dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, in collaborazione con Asl e Arpac. Complessivamente sono stati analizzati 54 campioni, per un totale di 120 esami.
La non conformità ha fatto scattare immediatamente nuovi accertamenti. Nel punto interessato sono stati prelevati campioni di terreno, mentre sono stati sottoposti a verifica anche il latte degli animali e i prodotti derivati. I campioni sono già arrivati all’Istituto Zooprofilattico e le analisi procederanno, mentre i risultati sono attesi per i prossimi giorni.
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