Scuola, educazione affettiva e sessuale è priorità per giovani, 9 su 10 continuano a chiederla

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Roma, 1 ott. (Adnkronos Salute) – Il nuovo anno scolastico si apre con una novità destinata ad alimentare il dibattito sull’educazione affettiva e sessuale nelle scuole: l’introduzione della normativa sul consenso informato. La norma prevede che le famiglie siano preventivamente informate sui contenuti e sulle modalità delle attività extracurriculari dedicate a sessualità e affettività, potendo autorizzare o meno la partecipazione degli studenti. Il tema, che continua a dividere l’opinione pubblica e i giovani italiani, si è poi ulteriormente acceso nelle ultime settimane attorno alla raccolta firme per un referendum volto a modificare la normativa in vigore, da pochi giorni concluso con il raggiungimento del quorum grazie a oltre 575.000 firme raccolte. In questo contesto si inserisce la nona edizione dell’Osservatorio ‘Giovani e Sessualità’ di Durex, che conferma un dato ormai consolidato: “9 giovani italiani su 10 continuano a chiedere l’introduzione dell’educazione affettiva e sessuale a scuola. Un orientamento rimasto stabile nel tempo (il dato si attestava su percentuali simili anche nel 2024 e nel 2025), ulteriormente rafforzato dalla posizione degli adulti, con l’88,7% dei genitori e il 90,7% degli insegnanti che si sono dichiarati favorevoli”.
L’indagine, realizzata con Skuola.net tra marzo e giugno 2026 su un campione di oltre 15.000 giovani tra gli 11 e i 24 anni, “pone l’accento su un altro aspetto molto rilevante: il progressivo, e costante, abbassamento dell’età del primo approccio alla sessualità. Quasi 1 giovane su 2 (49,6%), infatti, dichiara di aver avuto il primo rapporto sessuale tra gli 11 e i 16 anni, di questi oltre 1 su 10 (11,1%) afferma di averlo avuto prima dei 13 anni (un dato quasi quadruplicato rispetto al 2019, quando si attestava al 3,1%) – si legge nell’indagine – A questa sempre più marcata precocità si accompagnano comportamenti che espongono i giovani a maggiori rischi, primariamente per la salute. Il 32,1% non ha utilizzato il preservativo durante il primo rapporto sessuale, una quota che sale al 69,8% tra gli 11 e i 13 anni. Solo il 45,6% afferma, invece, di utilizzare sempre il preservativo (in netto calo – nel 2019 era il 56,7%), mentre il 66,1% ha fatto ricorso almeno una volta al coito interrotto (+11,6% dal 2018 e +6% dal 2025)”.
Ad aggravare la situazione, è anche la mancanza di riferimenti educativi autorevoli. “Oltre la metà dei giovani (55,1%) cerca informazioni su sesso e contraccezione principalmente online, spesso per evitare l’imbarazzo del dialogo (37%). Solo il 7,8% si rivolge a genitori o adulti di riferimento, mentre quasi 1 giovane su 10 (9,3%) dichiara di non chiedere informazioni a nessuno. Il dialogo familiare continua, infatti, a rappresentare un elemento di forte imbarazzo: il 45,9% dei ragazzi non ha mai parlato di sessualità in famiglia, con il disagio a rappresentare – ancora oggi – il principale ostacolo (42,7%)”.

Il ruolo della scuola e dei percorsi educativi strutturati. “Nonostante il 44,3% degli intervistati confessi di non aver mai affrontato questi temi a scuola (e tra chi lo ha fatto solo il 21% ha giudicato gli incontri effettuati realmente utili), la scuola continua a essere percepita come uno spazio educativo fondamentale – prosegue il report – Non sorprende, pertanto, che il 90,3% dei giovani continui a chiedere, con costanza nel tempo, l’attivazione di percorsi di educazione affettiva e sessuale a scuola, che per il 64,6% dovrebbero addirittura essere obbligatori. Inoltre, il 72,4% ritiene che a occuparsene non debbano essere gli insegnati ma medici, psicologi ed esperti qualificati, prediligendo modalità partecipative come gruppi di discussione e confronti in classe (30,2%).
Una richiesta, e questo oggi non può più stupire, che viene condivisa anche dagli adulti: “il 90,7% degli insegnanti intervistati si è infatti detto favorevole all’introduzione dell’educazione affettiva e sessuale a scuola, con il 47,2% che ritiene dovrebbe iniziare già dalla scuola secondaria di primo grado; situazione simile per i genitori, con l’88,7% favorevole e con il 57% che la vorrebbe presente già alle medie”.
“I risultati dell’Osservatorio confermano quanto sia importante ascoltare la voce dei giovani e rispondere alle loro necessità educative con azioni concrete – sottolinea Laura Savarese, direttrice Affari regolatori e relazioni esterne di Reckitt Benckiser Healthcare (Italia) Spa – Per un supporto efficiente alla loro crescita è fondamentale agire di sistema, prendendo come riferimento le linee guida dell’Oms in materia di educazione all’affettività e alla sessualità, ascoltando con attenzione tutte le parti coinvolte e gli esperti, per poter sviluppare proposte formative strutturate, affidate a professionisti qualificati, capaci di ascoltare e coinvolgere positivamente studenti e famiglie”.

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