Pola (Nomisma): “Export farmaceutico in crescita ma pesano costi energia e materie prime”

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Roma, 29 set. (Adnkronos Salute) – “Tra i dati più rilevanti emersi da questo XI Rapporto dell’Osservatorio sui farmaci accessibili, che come Nomisma facciamo da molti anni, c’è in primo luogo che la farmaceutica continua a essere uno dei settori più importanti per l’Italia, con un export che cresce e guadagna mercati. A fronte però di questo risultato molto positivo, emerge un’altra faccia della medaglia: i costi energetici e delle materie prime, che continuano ad aumentare”. Lo ha detto Lucio Pola, capo economista di Nomisma, intervenendo alla presentazione, a Roma, del XI Rapporto dell’Osservatorio sui farmaci accessibili di Egualia, realizzato con il contributo della stessa Nomisma e di Teha Group. “Pertanto, se non si interviene per tempo aumentando i prezzi dei farmaci, queste performance non potranno essere sostenute – sottolinea – perché questi prezzi non riescono più a riconoscere questa crescita, data anche da tanta innovazione non solo nella ricerca del farmaco, ma nelle linee produttive”.
“L’altro dato rilevante – evidenzia Pola – è che i farmaci equivalenti sono quelli riconosciuti dallo Stato e se qualcuno prende un farmaco con un brand scaduto deve pagare la differenza. In Italia c’è ancora questa cultura, che costa 1 miliardo all’anno in più che spendono le famiglie. Un miliardo che appare ancora più stonato con il fatto che le famiglie italiane da 4 anni si sono impoverite a causa dell’inflazione del 9-10%. Le famiglie, in generale, quindi, diventano più povere, con meno reddito disponibile, e dovrebbero avere un atteggiamento più attento verso il consumo superfluo, ma questo atteggiamento non si verifica. Ciò significa che vi è una cultura ancora forte e radicata a riguardo”.

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