Roma, 25 set. (Adnkronos Salute) – “I medici sono sempre stati clinici delle persone, capaci di riconoscere e sospettare le malattie. Con l’avvento dell’intelligenza artificiale, dovranno conoscere sempre di più le possibilità offerte da questa tecnologia e imparare a utilizzarla come uno strumento al proprio fianco, ma anche al fianco del paziente. È una sfida che dobbiamo affrontare insieme, medici, pazienti e tecnologia”. Lo ha detto Marco Fontanella, professore ordinario di Neurochirurgia all’Università di Brescia e direttore dell’Unità Operativa di Neurochirurgia degli Spedali Civili di Brescia, intervenuto al 75.esimo Congresso nazionale della Società italiana di neurochirurgia, a Catania.
“Nel futuro – ha aggiunto Fontanella – l’intelligenza artificiale avrà un ruolo sempre più importante anche nelle discipline mediche e nella cura dei pazienti. Finora abbiamo assistito alla crescente diffusione della robotica, diventata una tecnologia sempre più rilevante in sala operatoria. Ora l’Ai apre una nuova fase e ci pone di fronte a sfide altrettanto importanti”.

