“Già il 13 luglio Comune attivo nel sollecitare controlli partiti proprio su nostro impulso”. Il sindaco non ci sta e per contestare gli addebiti delle opposizioni ha chiesto una relazione al settore Ambiente in ordine all’Impianto biometano e i miasmi del fiume Calore. Relazione che a parere del sindaco, dimostra che “né sul piano della tempistica, né sul piano delle interlocuzioni con le autorità preposte, né tantomeno sul piano della vigilanza ambientale nulla è imputabile a quest’amministrazione che si è sempre mossa in maniera vigile e nei tempi e nelle modalità giuste. Leggo ancora di inutili strumentalizzazioni e tentativi di speculare sulle vicende ambientali (fiume Calore e biodigestore) che hanno interessato la Città e che sono anche oggetto di una indagine della Procura”.
Nella relazione chiesta dal Sindaco al dirigente del settore Ambiente si legge “che già il 14 luglio, su nota del Comune del giorno 13, il Consorzio ASI interessava la società Multiservice ASI a procedere ‘alle opportune verifiche in relazione agli impianti e ai processi gestiti nell’area’ (prot. n. 80024 del 14/07/2026. L’ARPAC provvedeva ad effettuare un sopralluogo in data 15 luglio presso l’impianto di depurazione gestito dalla società Multiservice ASI , ove effettuava altresì un prelievo delle acque e relativo campionamento. Successivamente l’Asi provvedeva ad installare, di concerto con l’Arpac, delle centraline di rilevamento odorigeno.
ll 16 agosto si provvedeva altresì ad installare presso l’impianto di depurazione gestito dalla Multiservice ASI l’apparecchiatura “OdorPrep” per il campionamento delle emissioni odorigene (prot. n. 83345 del 23.07.2026). Indi per cui le attività di controllo sul depuratore dell’ASI erano già state avviate per effetto della nostra nota del 13 luglio , per cui alcuna altra attività poteva essere messa in campo dal Comune di Benevento senza essere in possesso degli esiti delle verifiche tecniche. Si ribadisce quindi la assoluta tempestività da parte del Comune di Benevento nell’allertare gli enti potenzialmente interessati dalle lamentate emissioni odorigene. Anche all’esito degli accadimenti che hanno interessato il Fiume Calore, il Comune già il 1 agosto, compulsava gli Enti in indirizzo al fine di mettere in campo ciascuno per le proprie competenze, le attività di spettanza a salvaguardia della salute pubblica
In particolare venivano sollecitati l’ASL di Benevento affinché effettuasse un tempestivo sopralluogo per valutare l’impatto igienico-sanitario; l’ARPAC Dipartimento di Benevento affinché provvedesse con urgenza ad effettuare i campionamenti scientifici sia sulle acque che sui tessuti della fauna ittica campionata; la Provincia di Benevento e la Regione Campania al fine di disporre e coordinare l’immediata rimozione , il trasporto ed il corretto smaltimento della fauna ittica morta presente nel fiume Calore, al fine di evitare il progressivo degrado ambientale. Purtroppo gli esiti degli accertamenti richiesti ad ARPAC non giungevano mai al Comune per effetto del segreto istruttorio opposto all’istanza.
In conclusione , la attività posta in campo dal Comune di Benevento nell’immediato manifestarsi della problematica relativa al potenziale inquinamento del Fiume Calore, risulta tempestiva in relazione ai tempi di riscontro alle lamentate emissioni odorigene , completa dal punto di vista dell’interessamento degli enti competenti in relazione alle potenziali causa, efficace , nei limiti delle competenze attribuite in materia dal vigente quadro normativo.

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