Evitare di minimizzare ma neppure fare allarmismi. Perché i cittadini possono stare tranquilli: questa amministrazione, quello che doveva fare l’ha fatto e l’ha fatto in maniera tempestiva, quello che purtroppo non ha comunicato e perché non è stato possibile avere i dati. E’ toccato, ovviamente, all’assessore all’Ambiente Oberdan Picucci avviare l’operazione verità richiesta dalle opposizioni affinché il consiglio discutesse la questione miasmi, la moria di pesci nel Calore e le problematiche olfattive.
“La verità è una sola, quella che emergerà dagli atti tecnici e dalle risultanze dell’indagine della Procura”.
Il Comune si è attivato con tempestività, recependo le segnalazioni e adoperandosi perché fossero immediatamente riscontrate da parte dal personale dell’ente e, per il resto, dagli organi competenti, Asl, Arpac e Regione. Per gli aspetti tecnici, ossia tutto quanto prodotto, Picucci ha delegato il dirigente Maurizio Perlingieri, che ha snocciolato i contatti intrattenuti con gli enti preposti. “Se le risposte sperate non sono venute, ad esempio l’Arpac che non ha trasmesso i dati dei prelievi perché secretati dall’indagine della Procura – ha spiegato il delegato all’Ambiente -, il Comune non aveva alternative, poiché rivolgersi ad un laboratorio privato sarebbe stato solo spreco di denaro pubblico, quei dati non avrebbero avuto valore in quanto gli atti possono essere assunti solo sulla base dei prelievi effettuati dall’Arpac”.
L’articolo completo su Il Sannio Quotidiano di oggi – Acquista qui la tua copia





